Per aprire questo sito web è necessario che javascript sia abilitato, correggi le impostazioni del tuo browser e ricarica la pagina. Buona lettura!

Cascia, dipendente del Comune lavora come commercialista senza autorizzazione: condannata

tribunale legge

Una dipendente del Comune di Cascia è stata condannata a pagare 200 mila euro in favore dell'ente. Lo hanno deciso i giudici della
Corte dei Conti con una sentenza a firma del presidente Piero Carlo Floreani (nella foto). Secondo l'accusa la donna, in base alle indagini svolte dalla Guardia di Finanza, avrebbe svolto senza autorizzazione attività lavorativa extra-istituzionale. I fatti erano emersi già
nell'ottobre del 2021 quando era stato scoperto il comportamento della donna che esercitava la libera professione di commercialista
senza aver mai richiesto la relativa autorizzazione. Sulla base degli atti la somma richiesta alla donna dalla Procura a titolo di risarcimento per il proprio operato è pari a 326 mila euro (ridotti poi in sede di giudizio): in altre parole secondo l'accusa sarebbe questo
l'importo complessivo dei compensi che sarebbero stati percepiti dalla donna nello svolgimento della sua attività non autorizzata, da l l'aprile 2017 al febbraio 2022. La difesa della donna ha cercato in prima istanza di provare la prescrizione dell'accusa relativamente
agli importi percepiti nel 2017. Il legale ha quindi sostenuto che gran parte della fatture contestate dalla Procura sarebbero in realtà relative ad operazioni riferibili ad anni precedenti. Inoltre è stato contestato anche l'operato dei finanzieri che, a dire della donna, avrebbero operato in difformità a quanto previsto dalla legge, omettendo cioè di avvertirla della facoltà di farsi assistere da un legale di fiducia, circostanza da cui discenderebbe la nullità delle operazioni conseguenti. Ma alla fine per i giudici il quadro resta chiaro ed evidente. "Risultano dimostrati sia l'illecito che la volontà dolosa della convenuta, la quale era consapevole di svolgere un'attività non autorizzata e aveva invece espressamente dichiarato il contrario al Comune datore di lavoro", così scrivono nella sentenza.

Volevo fare l'archeologa fin da quando ero bambina, poi ho iniziato a scrivere articoli in un free press di provincia e la mia vita è cambiata. Il mio primo articolo fu una mostra di pittura poi qual...