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Perugia, 500 persone in marcia nel centro storico all'insegna della pace in Palestina.

marcia pace

Oltre 500 persone al corteo in favore della pace in Palestina. Molti i manifestanti per le vie di Perugia, partiti da piazzale Bellucci e passati per le vie del centro, fino ad arrivare in piazza Italia, schierati a favore di un popolo colpito duramente da una guerra che va avanti ormai da più di un mese. Le bandiere hanno iniziato a sventolare davanti alla fermata della stazione Sant'Anna, con decine e decine di persone accompagnate da musiche arabe e da striscioni inneggianti Palestina libera. Un corteo che ha visto protagonisti tante famiglie con i bambini, studentesse e studenti e persone di ogni età. Le bandiere della pace si aggiungono a quelle della Palestina, a rimarcare l'obiettivo della marcia di ieri. Partito il corteo, i cori hanno accompagnato i passi dei manifestanti, che hanno chiesto a gran voce "giustizia, specialmente per tutti i bambini e le donne indifesi attaccati dalle bombe e dai proiettili". E poi eccola, la sottile cortina rossa, verde, nera e bianca dei fumogeni, che replicano i colori della bandiera palestinese e che fanno da cornice a tutte le persone che gridano, cantano, si sbracciano per la pace. Una manifestazione che ha innalzato cori anche contro il governo italiano, definito "l'ennesimo governo guerrafondaio", come scritto anche in uno striscione contro l'azienda Leonardo (ex Finmeccanica), che recita "Leonardo, armi Made in Italy". Arrivati in piazza Italia, davanti alla statua di Vittorio Emanuele II, le persone si sono uniti ancora di più per manifestare a favore della pace. Una volta fermi, le bandiere diventano sempre di più. Un mare color arcobaleno circonda la piazza della città, "invocando la pace per un conflitto che deve finire qua", con la zaghroutah, un suono vocale tipico del Medio Oriente, tra il canto e l'ululato, che viene replicato da molti dei presenti. Un clima pacifico, che ha voluto dare solidarietà a un popolo sempre più decimato dal conflitto di Gaza, una striscia di terra che, fino a oggi, non ha mai visto neanche un giorno di libertà.