Per aprire questo sito web è necessario che javascript sia abilitato, correggi le impostazioni del tuo browser e ricarica la pagina. Buona lettura!

Perugia, violenta studentessa di 16 anni in vacanza: l'ha fatta ubriacare e stuprata. Condannato

violenta ragazza

Una condanna a quattro anni di reclusione è stata inflitta a un ragazzo di 23 anni, originario di Napoli che, nell'estate di cinque anni fa, durante una festa in un villaggio turistico in
Calabria, aveva violentato una ragazzina di 16 anni originaria di Perugia. La giovane si trovava in Calabria per un soggiorno all'interno di un campo estivo e, quella sera, come tanti altri suoi coetanei, aveva preso parte alla festa.
Secondo quanto ricostruito nel capo di imputazione, il ragazzo oggi 23enne, "inducendo in errore la minore, offrendo alla stessa bevande alcoliche (due bicchieri di prosecco e una birra, associati ad altri due cocktail che la stessa aveva assunto in precedenza, creandole uno stato di malessere), abusando delle condizioni di inferiorità psicofisica della stessa minorenne al momento del fatto, offrendosi di accompagnarla nella sua camera" in una struttura ricettiva nella quale la giovane era ospite insieme ad altri coetanei per un campo estivo, "la conduceva in un luogo appartato (nella zona della discoteca presente nella stessa struttura, al momento completamente deserta)" dove, dopo averla bloccata con forza in modo tale che la ragazza non potesse muoversi, anche provava a ribellarsi in ogni modo - la giovane aveva cercato inutilmente di allontanarlo con i piedi - l'aveva stuprata. La ragazzina poi aveva raccontato l'accaduto ai proprietari della struttura ma, stando a quanto ricostruito dai suoi legali, non avevano affrontato in alcun modo la questione. Così, una volta tornata a casa a Perugia, la giovane si era confidata con i genitori e, insieme avevano sporto denuncia ai carabinieri del capoluogo umbro.
Dirimenti furono le indagini dei carabinieri del Ris di Roma che, analizzando gli abiti della ragazza, repertarono tracce biologiche dell'odierno condannato.
"Finalmente - dice l'avvocato Matteo Silvestri, che assisteva la giovane, costituita parte civile nel processo, insieme al collega Fausto Alberti - c'è stata giustizia. Mi senti di ringraziare il Ris per il lavoro importantissimo da loro portato a termine".
L'imputato - assistito dall'avvo cato Pasquale di Marzo del foro di Napoli - aveva optato per il rito abbreviato beneficiando così dellosconto di un terzo della pena.

Francesca Marruco, classe 1980, giornalista professionista è redattrice al Corriere dell'Umbria. Si occupa principalmente di cronaca nera e giudiziaria. Dalla pandemia in poi, che ha costretto tutti ...