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Perugia, a processo con l'accusa di omicidio colposo il titolare della ditta dove morì un operaio

legge uguale tutti

A processo con l'accusa di omicidio colposo. E' quanto ha deciso martedì 14 novembre il gip, Angela Avila, nei confronti del titolare di una ditta di Bastia Umbra per cui lavorava un operaio edile di origine albanese che era precipitato da una scala a pioli mentre stava sostituendo un tubo di scarico in un negozio di abbigliamento. L'uomo era caduto da un'altezza di circa quattro metri e, nonostante il ricovero in ospedale, era morto tre giorni dopo a causa delle gravissime ferite riportate. Secondo il pubblico ministero, Giampaolo Mocetti, il titolare della ditta sarebbe responsabile di omicidio colposo per "colpa consistita in negligenza, imprudenza e imperizia" e anche per la "inosservanza della disciplina in materia di
tutela della salute, sicurezza e prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro e delle disposizioni delle norme tecniche". La procura gli contesta di non avergli fornito un'attrezzatura conforme e idonea, ma solo "una scala a pioli non in grado di assicurare l'utilizzo contemporaneo di entrambe le mani" e l'assenza di "pianificazione dell'attività di cantiere, delle modalità organizzative, delle misure preventive e protettive in riferimento ai rischi connessi alle lavorazioni, in particolare non inserendo alcuna indicazione o prescrizione di sicurezza in merito all'attività lavorativa da svolgere, nonché ai materiali e alle attrezzature da utilizzare". Per il titolare della società il processo prenderà il via a giugno 2024. I familiari dell'operaio sono assistiti dagli avvocati, Delfo Berretti e Carmine Onori.