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Perugia, ingoia un osso e muore in ospedale. Due medici dovranno risarcire la Asl di 464 mila euro

legge giudici

Se avessero disposto un'ulteriore radiografia e avessero trattenuto il paziente in ospedale, probabilmente quell'uomo non sarebbe morto a causa di un'infezione causata dal
corpo estraneo - un osso di coniglio - che aveva ingerito e che nessuno dei medici vide fino al secondo accesso al pronto soccorso, a 48 ore dal primo. Ma a quel punto per il paziente, che da l l'ospedale di Branca venne mandato subito al Santa Maria della Misericordia di Perugia, era già troppo tardi. L'osso infatti aveva causato la perforazione dell'esofago che, a sua volta, aveva aperto le porte a un'infezione risultata poi letale. L'uomo morì il 13 settembre del 2014 dopo essere stato anche sottoposto a tracheotomia. La
prima volta era andato in ospedale il 19 agosto a Branca e adesso, sono proprio due dei tre medici all'epoca in servizio lì e che la procura contabile aveva citato in giudizio, a essere stati condannati a risarcire 464 mila euro. Soldi che, dapprima la Asl 1 e quindi la Regione hanno già anticipato agli eredi della vittima con la chiusura transattiva del contenzioso per 700 mila euro nel 2017. La procura contabile chiedeva la condanna al pagamento della stessa cifra da parte dei tre medici citati. I giudici però hanno ritenuto colpevoli solo due dei sanitari che quel giorno erano in servizio all'ospeda - le di Branca. In particolare del radiologo e del medico del pronto soccorso che poche ore dopo dimise il paziente non chiedendo ulteriori approfondimenti diagnostici nonostante il 66enne fosse arrivato dicendo proprio di avere ingerito un corpo estraneo.
La presenza dell'osso di coniglio venne individuata solo 48 ore dopo quando il paziente tornò lamentando dolore più forte del suo primo accesso. I giudici hanno ridotto la cifra anche perché hanno ritenuto i medici responsabili della morte per il 60%, dato che l'uomo non godeva di perfetta salute. In sede penale, per i due medici alla sbarra per omicidio colposo è intervenuta la prescrizione e tutto è finito con un nulla di fatto.

Francesca Marruco, classe 1980, giornalista professionista è redattrice al Corriere dell'Umbria. Si occupa principalmente di cronaca nera e giudiziaria. Dalla pandemia in poi, che ha costretto tutti ...