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Perugia, sul caso del giudice poeta interviene anche il Consiglio dell'Ordine

Tribunale di sorveglianza di Perugia Tribunale di sorveglianza di perugia

Radiotribunale trasmetteva da mesi storie di presunti favoritismi nei confronti di alcuni avvocati da parte del giudice - a settembre sospeso dal Csm -della Sorveglianza, Ernesto Anastasio.
Eppure, si sussurrava tra toghe, erano solo voci. Nemmeno ancora corroborate dal controllo amministrativo disposto dal presidente del Tribunale di Sorveglianza. Ma dopo la "certificazione" dei favoritismi arrivata dallo stesso giudice Anastasio sul Corriere dell'Umbria, l'approccio cambia.
Non solo da parte degli avvocati che, sia come Ordine che come Camera Penale, hanno messo reazioni nero su bianco, ma pure da parte dei vertici degli uffici giudiziari del distretto. Che adesso potrebbero decidere di segnalare questo ulteriore problema sia da un punto di vista disciplinare, che magari penale.
Ad ogni modo, il presidente della Camera Penale, il professor, Marco Angelini, che ha pure annunciato una possibile astensione delle toghe, in una nota scrive: "Stupefatti, questa è la parola per commentare le ultime dichiarazioni rilasciate dal dottor Anastasio. La certificazione dell'esistenza di favoritismi, sino ad ora in corso di verifica, impone certamente una accelerazione al nostro Consiglio dell'Ordine sull'accertamento di eventuali illeciti disciplinari, ma soprattutto attesta inequivocabilmente la disparità di trattamento
ricevuta dai detenuti. E' sorprendente che il magistrato non si renda conto del gravissimo vulnus che l'intero sistema di risocializzazione ha ricevuto da tale incredibile condotta che va a minare in modo insanabile quella fiducia nell'imparzialità e correttezza delle istituzioni che rappresenta il fondamento per ogni tentativo di applicazione dell'articolo 27 della nostra Costituzione".
A stretto giro, anche l'Ordine, col presidente, Carlo Orlando, ha dichiarato: "Il Consiglio dell'Ordine ? cui non compete l'accertamento di eventuali illeciti disciplinari commessi dai propri iscritti ? esprime la propria ferma censura alle dichiarazioni esternate dal magistrato, invitandolo a non attribuire eventuali responsabilità o giudizi professionali sulla classe forense, anzi eventualmente dichiarando apertamente i nominativi degli Avvocati che avrebbero posto in essere i comportamenti riferiti, in quanto l'avvocatura si dissocia da simili condotte e non è altresì disposta ad accettare tali illazioni o paventati addebiti".

Francesca Marruco, classe 1980, giornalista professionista è redattrice al Corriere dell'Umbria. Si occupa principalmente di cronaca nera e giudiziaria. Dalla pandemia in poi, che ha costretto tutti ...