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Perugia, il giudice poeta rischia la radiazione. Nel frattempo, controlli sui presunti favoritismi

legge uguale per tutti

"Finché ho avuto un avvocato le mie richieste di permesso per poter uscire dal carcere sono rimaste lettera morta. Nessuna risposta dal giudice Anastasio. Poi ho cambiato legale. Ho nominato uno di quelli che sembrava riuscissero a ottenere risposte dal magistrato, e infatti ho ricevuto l'ok alla mia istanza". Il racconto del detenuto di Perugia, secondo radiocarcere e radiotribunale, sarebbe solo uno dei diversi casi in cui i reclusi hanno ottenuto risposta solo cambiando legale. La storia dei presunti favoritismi nei confronti di alcuni avvocati del foro di Perugia a discapito di altri - nel rispondere alle istanze - circola da mesi nei corridoi dei palazzi di giustizia. Già da prima che il giudice, Ernesto Anastasio, noto anche col soprannome di giudicepoeta, venne sospeso dal Csm all'inizio di settembre per aver accumulato un numero abnorme di sentenze non redatte (circa 850). I ben informati parlano addirittura di confronti a dir poco accesi tra legali. Uno di loro conferma che fin quando ha seguito il cliente non ha avuto risposte, quando la sua nomina è stata revocata in favore di qualcun altro che ha presentato istanza, ha invece ottenuto il via libera dal giudice. Se ci siano stati e quanti siano i casi in cui le cose sono andate in questo modo è un controllo che è stato disposto dai vertici dell'Ufficio della Sorveglianza e di cui si attendono gli esiti. Se ciò possa rappresentare un illecito è tutto un altro discorso.

Francesca Marruco, classe 1980, giornalista professionista è redattrice al Corriere dell'Umbria. Si occupa principalmente di cronaca nera e giudiziaria. Dalla pandemia in poi, che ha costretto tutti ...