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Perugia, depositate le motivazioni della sentenza per l'annullamento della condanna di Amanda Knox

Amanda Knox Amanda Knox

Le dichiarazioni contenute nel verbale dell'interrogatorio reso da Amanda Knox in questura la notte tra il 5 e il 6 novembre 2007 sono inutilizzabili perché acquisite in violazione dell'equo processo garantito dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo. E quindi, va valutato se il contenuto del memoriale della stessa Knox sia sufficiente per continuare a formulare l'accusa di calunnia nei suoi confronti. Lo scrivono i giudici della Corte di Cassazione nel delineare il perimetro nel quale si potranno muovere i magistrati della Corte d'assis e d'appello di Firenze chiamati a pronunciarsi sul caso dopo l'annullamento da parte della Suprema corte della sentenza con cui Amanda Knox
è stata condannata per calunnia, con rinvio alla Corte fiorentina. Nelle 63 pagine di motivazioni alla sentenza con la quale i giudici della quinta sezione penale hanno accolto il ricorso dell'americana - dopo il pronunciamento a lei favorevole della Corte europea dei diritti dell'uomo - scrivono che "la Corte di assise di appello non potrà rimettere in discussione l'utilizzabilità quali corpo di reato dei verbali di dichiarazioni della Knox delle ore 1.45 e delle ore 5.45, ma dovrà espungerli dal materiale utilizzabile. La Corte territoriale, poi, dovrà valutare se, tenuto conto dell'intero patrimonio probatorio, il memoriale scritto da Amanda Knox il 6 novembre 2007 contenga, effettivamente, dichiarazioni accusatorie nei confronti di Lumumba formulate nella consapevolezza della sua innocenza che possano sostenere il giudizio di colpevolezza già formulato". Per i giudici infatti "quelle accertate dalla prima sezione della Corte Edu
sono sì violazioni di carattere processuale, il diritto all'assistenza difensiva e a quella linguistica, che impattano, tuttavia, non già sul processo che si è svolto a carico della Knox per calunnia, ma sull'in sé di quest 'ultimo reato; le violazioni, infatti,
hanno condizionato in modo decisivo il momento stesso della formulazione delle accuse calunniose a carico di Lumumba, rese dalla Knox senza che le venisse garantita la dovuta assistenza di un difensore e senza che fosse assicurata un'adeguata e corretta assistenza linguistica". Amanda, già assolta in via definitiva dall'accusa dell'omicidio di Meredith, potrebbe quindi essere nuovamente assolta anche per la calunnia per la quale era stata condannata in via definitiva a tre anni di reclusione (scontati in fase di misura cautelare).
Se così fosse per lei si spalancherebbero le porte anche al risarcimento per ingiusta detenzione.

Francesca Marruco, classe 1980, giornalista professionista è redattrice al Corriere dell'Umbria. Si occupa principalmente di cronaca nera e giudiziaria. Dalla pandemia in poi, che ha costretto tutti ...