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Perugia, contamina l'acqua della bottiglia della collega. Caposala dell'hospice sospesa per 6 mesi

tribunale perugia

E' stata sospesa per sei mesi la caposala dell'hospice di Perugia accusata di stalking e tentate lesioni per avere contaminato la bottiglietta d'acqua di una collega dottoressa con un sedativo. Il procuratore aggiunto, Giuseppe Petrazzini, aveva chiesto per lei la misura cautelare dell'obbligo di dimora ad Assisi, il suo comune di residenza. Il gip glielo aveva negato, così il magistrato aveva fatto ricorso al tribunale del Riesame. E adesso i giudici hanno accolto la richiesta emettendo per la donna la misura della sospensione dal servizio per sei mesi. E' emerso infatti che, la caposala dell'hospice, non aveva versato Guttalax nell'acqua della dottoressa, come aveva dichiarato nel corso dell'interrogatorio di garanzia, ma un sedativo ipnotico che dunque, come tale, avrebbe potuto crearle anche problemi seri, non solo qualche passaggio in bagno. Il fatto inoltre che l'indagata abbia mentito al giudice sostenendo per l'appunto si trattasse di un lassativo non ha giovato alla sua posizione. Secondo i giudici del Riesame infatti, l'indagata - che, come anticipato dal Corriere dell'Umbria, era stata ripresa con una telecamera piazzata dalla dottoressa presa di mira mentre svuotava una siringa contenente il medicinale - ha "un'indole incline a delinquere e una personalità allarmante". Secondo l'avvocato Daniela Fiorucci che la assiste, "è senza dubbio eccessivo descriverla con un'indole incline a delinquere e una personalità allarmante, quando è incensurata e non ha mai avuto problemi di tal genere al lavoro".