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Perugia, accusato di violenza sessuale, stalking e calunnia. Dipendente licenziato per molestie

Il tribunale di Perugia Il tribunale di Perugia

Rischia un processo per violenza sessuale aggravata, stalking, molestie e calunnia e intanto è stato licenziato dal suo datore di lavoro per aver molestato una collega.
Sul banco degli imputati, dinanzi al gip, Natalia Giubilei, martedì 5 dicembre siederà un 46enne originario di Napoli e fino a un anno e mezzo fa dipendente di una grande società
della zona di Perugia che, anche approfittando del suo ruolo di superiore, ha molestato e aggredito ripetutamente e perseguitato anche via telefono una collega per cinque lunghissimi anni. Nel corposo capo di imputazione, il sostituto procuratore, Mara Pucci, gli contesta una sconcertante serie di episodi. A partire dai più gravi: quando, ad esempio, nel dicembre di tre anni fa, "improvvisamente la afferrava per un braccio, la trascinava nel seminterrato e mentre la invitava a lasciarsi andare" le metteva le mani addosso, la
"buttava a terra" e cercava di vincere le sue resistenze. In un altro caso, l'aveva "attirata nei locali della caldaia, isolati e rumorosi, col pretesto di doverli pulire, la raggiungeva - è l'accusa - senza plausibile motivo la stringeva a sé con forza da dietro le spalle cercando di baciarla". Solo il giorno prima, addirittura davanti ad altri colleghi, l'aveva "colpita
con una sculacciata sui glutei approfittando della postura", un "gesto - stigmatizza la pm - con chiara ostentazione di finalità sessuali e di per sé mortificante e denigratorio". In un primo momento, la ragazza aveva cercato di eludere le pesanti avances non gradite "chiedendo di modificare i suoi turni in modo di non doversi più trovare sola con lui". Già
dal 2016 l'imputato - difeso da l l'avvocato Rossano Monacelli - la "molestava al telefono inviandole numerosi messaggi whatsapp contenenti apprezzamenti non graditi ad esplicito sfondo sessuale e chiaramente rivolti a un approccio sessuale". Dopo la denuncia della donna, che adesso è pronta a costituirsi parte civile con l'avvocato Delfo Berretti, il suo ex capo l'aveva pure querelata sostenendo che lei lo avesse diffamato ed era emerso anche dalle dichiarazioni dei testimoni sentiti nel procedimento che ha portato al suo licenziamento. Per il pm però non c'è nulla di falso e dovrà rispondere anche di calunnia.

Francesca Marruco, classe 1980, giornalista professionista è redattrice al Corriere dell'Umbria. Si occupa principalmente di cronaca nera e giudiziaria. Dalla pandemia in poi, che ha costretto tutti ...