Per aprire questo sito web è necessario che javascript sia abilitato, correggi le impostazioni del tuo browser e ricarica la pagina. Buona lettura!

Cassa di Risparmio di Orvieto, i dati del rendiconto al 30 settembre. Tutti i numeri

Emanuele Stefano Carbonelli Emanuele Stefano Carbonelli, Direttore Generale di Cassa di Risparmio di Orvieto

Il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Orvieto ha approvato, il 6 novembre, il Resoconto Intermedio di Gestione al 30 settembre 2023 che chiude con un utile netto di 5,80 milioni di euro.
In particolare, il risultato evidenzia: un margine di intermediazione pari a 39,82 milioni di euro (34,12 milioni di euro al 30 settembre 2022, +16,7%), connesso alla crescita del margine di interesse (pari a 26,37 milioni di euro rispetto a 19,64 milioni di euro al 30 settembre 2022, +34,3%) e alle commissioni nette (pari a 13,12 milioni di euro rispetto a 13,76 milioni di euro al 30 settembre 2022, -4,6%); rettifiche di valore nette per rischio di credito pari a 4,68 milioni di euro (rispetto a 5,66 milioni di euro al 30 settembre 2022); costi operativi, pari a 26,51 milioni di euro (rispetto ai 23,44 milioni di euro al 30 settembre 2022), con spese per il personale che ammontano a 15,13 milioni di euro (vs. 13,63 milioni di euro al 30 settembre 2022); altre spese amministrative pari a 10,66 milioni di euro rispetto a 9,92 milioni di euro al 30 settembre 2022.
Da un punto di vista patrimoniale, il portafoglio titoli ammonta a 211,64 milioni di euro, rispetto al dato del 31 dicembre 2022 pari a 208,35 milioni di euro. Gli impieghi netti a clientela passano da 1,12 miliardi di euro a fine 2022 a 1,18 miliardi di euro al 30 settembre 2023, grazie all'attività commerciale del periodo.
I crediti in bonis netti a clientela sono pari a 1,15 miliardi di euro rispetto a 1,08 miliardi di euro al 31 dicembre 2022; l portafoglio deteriorato vede un aumento del livello di copertura che passa dal 65,1% di dicembre 2022 al 67,2% di settembre 2023. In crescita la raccolta da clientela nei 9 mesi del 2023: +0,7% registrato dalla raccolta diretta (1,11 miliardi di euro al 30 settembre 2023 vs 1,10 miliardi di euro al 31 dicembre 2022) e +3,2% dalla raccolta indiretta (523,61 milioni di euro al 30 settembre 2023 vs 507,49 milioni di euro al 31 dicembre 2022).
La raccolta da banche è pari a 274,23 milioni di euro, rispetto ai 304,41 milioni di euro al 31 dicembre 2022. Solida la posizione di liquidità, con gli indicatori LCR al 136,5% (122,2% al 31 dicembre 2022) ed NSFR al 123,5% (126,2% al 31 dicembre 2022). In crescita i coefficienti di solidità patrimoniale (CET1, Tier1 ratio e Total Capital ratio) che si attestano al 13,25% rispetto all'11,89% fully phased del 31 dicembre 2022.
Il Consiglio di Amministrazione ha altresì deliberato di proporre all'Assemblea degli Azionisti che approverà il bilancio al 31 dicembre 2023, la destinazione di un importo pari a due volte e mezzo l'imposta (c.d. "tassa sugli extraprofitti") ad una riserva non distribuibile a tal fine individuata, in luogo del versamento dell'imposta straordinaria sull'incremento del margine di interesse.