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L'Italia torna a lavorare con appalti più rapidi per i suoi cantieri

Cantieri edilizia gru Approvato il nuovo codice degli appalti

Diciamolo, è gustoso vedere i Cinque stelle, segnatamente l'onorevole Gubitosa, annunciare "le barricate in aula" contro il codice degli appalti. Si svegli, quello approvato dal Consiglio dei ministri, è il testo definitivo, su proposta di Matteo Salvini e dopo il confronto parlamentare che c'è già stato. Stupisce davvero l'approssimazione di questi parlamentari che annunciano guerre senza poterle neppure combattere perché ciò che vorrebbero contrastare è già legge. E meno male, potremmo dire, perché finalmente l'Italia può ricominciare a correre con i suoi cantieri se davvero riesce il colpo di snellire una burocrazia che per troppo tempo è stata nemica del lavoro delle imprese.
Avremo a partire dal 2024, con l'entrata in vigore delle nuove norme, appalti più rapidi, con un risparmio di tempo (solo per gli affidamenti senza gara si risparmiamo da sei mesi a un anno), più autonomia agli enti locali con particolare riferimento ai piccoli comuni, corsia preferenziale per le forniture italiane ed europee, digitalizzazione con risparmio di carta e incombenze burocratiche. Salvini ha pensato anche a come fronteggiare il partito dei No ad ogni opera: è infatti previsto il dissenso qualificato, principio per cui le amministrazioni pubbliche avranno una cornice più limitata in caso di contrarietà a un'opera.
Poi è prevista la cosiddetta liberalizzazione sotto soglia: fino a 5,3 milioni ci potranno essere affidamenti diretti. Dal primo gennaio tutti gli scambi di informazione avverranno su una piattaforma digitale nazionale, in modo che le imprese non debbano presentare la stessa documentazione più di una volta (risparmio di tempo, di costi, di carta). Merita una segnalazione di non poco conto anche la salvaguardia del "made in Italy": tra i criteri di valutazione dell'offerta è previsto come premiale il valore percentuale dei prodotti originari italiani o dei paesi UE, rispetto al totale. Una tutela per le forniture italiane ed europee dalla concorrenza sleale di Paesi terzi. Le stazioni appaltanti possono indicare anche i criteri di approvvigionamento dei materiali per rispondere ai più elevati standard di qualità. Tra i criteri premiali la valorizzazione delle imprese, che abbiano sede nel territorio interessato dall'opera. Si comincia a passare dalle parole ai fatti.