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Cani nella struttura lager, finale a lieto fine: gli animali potranno essere adottati

canile lager

I cani potranno essere adottati. Sia da privati che da associazioni. Lieto fine per la vicenda del canile Lager di Casaluce, in provincia di Caserta. E' stata accolta l'istanza dell'avvocato Cristiano Ceriello che insieme al custode giudiziario, Carmine Munno, aveva proposto al pubblico ministero e al giudice per le indagini preliminari, che i 400 cani pure se in fase di sequestro preventivo in corso di indagini, potessero essere adottati e lasciare la struttura per sempre. E' quindi arrivato il Decreto del Magistrato che apre la strada alle adozioni passando per il Cites dei carabinieri su assistenza del custode Munno. Un provvedimento, quello preso dalla Procura di Napoli Nord, che introduce un principio importante e costituisce un significativo precedente di diritto, in quello che forse è il più grande sequestro di un canile lager in Italia. Il Partito Animalista Italiano da ottobre aveva iniziato, con l'avvocato Ceriello, un pressing sulla Procura della Repubblica di Napoli Nord dopo aver avuto continue segnalazioni da volontari e dal noto attivista campano Carmine Munno, dell'esistenza di questo canile lager. Dopo essere stata sequestrata la struttura, quando l'avvocato Cristiano Ceriello e Carmine Munno entrarono con Carabinieri e Asl il 20 ottobre 2023, la Procura designò lo stesso Munno custode giudiziario che, a titolo gratuito, con volontari ed una catena di volontariato per l'Italia a tutt'oggi stanno curando gli animali. Ne è nata un'onda di volontariato che, tramite i social, si è sparsa in tutta Italia con l'invio di cibo, coperte, materiale d'assistenza. La gestione di 400 cani comporta infatti un costo di crocchette di circa 300/350 euro, oltre che il controllo periodico di un veterinario. Tutto questo è stato possibile grazie ai volontari giunti a staffetta da tutta Italia. Nei weekend si sono alternati anche volontari dalla Toscana o giunti dalla Lombardia, anche per una solo giornata di lavoro, volontari ribattezzati dai social gli "angeli di Casaluce". Nonostante ciò, per giorni si è insistito per trovare una soluzione definitiva. Finalmente è arrivata la luce del lieto fine. I cani ora potranno trovare casa e uscire dalle gabbie. Presto arriveranno anche maggiori informazioni per associazioni e privati interessati a dare casa ai piccoli angeli di Casaluce da parte della Procura, del Cites e dallo stesso Partito Animalista Italiano, oltre che dal custode giudiziario. Insomma per i cani sta per arrivare una nuova vita, dopo tanta sofferenza.