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Medio Oriente

Quasi 500 missili e droni sugli Emirati: la testimonianza dell'imprenditore perugino Marco Lolli da Dubai a Ras al-Khaimah

Sabrina Busiri Vici

02 Marzo 2026, 08:00

Quasi 500 missili e droni sugli Emirati: la testimonianza dell'imprenditore perugino Marco Lolli da Dubai a Ras al-Khaimah

“Da questa mattina (domenica 1 marzo ndr) ci siamo spostati a Ras al-Khaimah, un emirato a circa un’ora e un quarto da Dubai. Qui la situazione è un po’ più tranquilla perché non ci sono basi americane nelle vicinanze. Ogni tanto si sente comunque qualche boato, ma rispetto a Dubai e ad Abu Dhabi è molto meno frequente”. Sono le parole di Marco Lolli, perugino, imprenditore, vive a Dubai da tredici anni insieme alla moglie. Negli Emirati ha costruito la propria vita e il proprio lavoro: “Gestiamo due attività: una turistica, con cui organizziamo viaggi ed escursioni per italiani e non solo, e una società di consulenza che affianca imprenditori e aziende italiane interessate a sviluppare business qui”. Racconta, raggiunto al telefono, che l’escalation è iniziata improvvisamente sabato mattina.

“Verso le dieci e mezza abbiamo cominciato a sentire forti boati in tutta la città. È andata avanti per tutta la giornata e la notte è stata molto dura. Eravamo ancora a Dubai e a mezzanotte non ce la siamo sentita di restare in casa: abbiamo dormito in garage, in macchina, perché ci sembrava più sicuro”. Secondo quanto riferisce, tra missili e droni ne sarebbero arrivati quasi 500 in poco più di ventiquattro ore. “Il sistema di difesa degli Emirati, strutturato anche grazie alla collaborazione con Israele, ha intercettato quasi tutto. Ne sono passati pochissimi. Il problema è che quando vengono colpiti in aria, i frammenti ricadono: su case, hotel. È stata sfiorata anche la Burj Al Arab, la famosa Vela, fortunatamente in modo minimo, probabilmente da un detrito”. Sono stati presi di mira anche gli aeroporti di Dubai e Abu Dhabi, ma senza gravi conseguenze.

“Ad oggi si contano alcuni morti e circa 200-250 feriti, per lo più lievi. La sensazione è di essere relativamente sicuri, ma viverla non è semplice: i boati sono continui, spesso sono intercettazioni in aria, ma non sai mai se qualcosa riuscirà a passare”. L’obiettivo, spiega, sono le basi militari americane presenti nel Paese, comprese quelle nell’emirato di Fujairah. “Non sembra un attacco diretto contro gli Emirati, ma contro le basi statunitensi. Resta il fatto che in questo Paese una situazione simile non si era mai verificata”. Intanto lo spazio aereo è chiuso e molti turisti sono bloccati. “Noi lavoriamo nel settore e abbiamo diversi clienti fermi qui. Il governo di Abu Dhabi ha annunciato che coprirà i costi delle notti extra per chi è costretto a prolungare il soggiorno. Sembra che anche Dubai stia andando nella stessa direzione. Le autorità sono molto attente e stanno monitorando tutto costantemente”. “Adesso aspettiamo di capire gli sviluppi - conclude Lolli - . Speriamo che la situazione rientri il prima possibile”.

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