Tribunale
Il Tribunale di corso del Popolo a Terni
Due anni e quattro mesi di reclusione: è la pena inflitta mercoledì 29 aprile dal gip di Terni, Chiara Mastracchio, ad una 34enne originaria e residente nel Ternano, giudicata con le modalità del rito abbreviato e accusata di atti persecutori aggravati - per fatti avvenuti fra il 2023 e il 2024 - nei confronti dell'ex marito 39enne e dei due figli minorenni della coppia.
In aula l'accusa aveva chiesto una condanna ad un anno e sei mesi, mentre il gip ha inteso stabilire una pena ancora più significativa. Le contestazioni si concentrano sulle minacce rivolte all'ex marito - reo di avere instaurato una relazione con la nuova compagna - con toni molto duri, offensivi, ripetuti in numerosi messaggi e tali - nel 2024 - da far scattare nei confronti della donna l'ammonimento da parte del questore di Terni.
La situazione forse peggiore sul piano delle condotte, al netto delle offese anche di tono razzista, è quella collocata alla fine del maggio 2024: in base a quanto denunciato, la 34enne avrebbe inseguito, lungo la superstrada E45, l'auto con a bordo l'ex marito, la nuova compagna e i due figli, cercando di superarla per costringerlo ad arrestare la marcia. Manovra ritenuta pericolosa per l'incolumità di tutti, in primis dei due bambini.
Parte civile nel contesto del processo, l'ex coniuge, in proprio e quale genitore dei due figli, assistito dall'avvocato Lorenzo De Luca del Foro di Terni. Sul piano risarcitorio, il gip ha condannato l'imputata a versare 5 mila euro ciascuno al 39enne e ai due figli. Lo sviluppo processuale fa ipotizzare, se non ritenere scontata, l'impugnazione della sentenza di primo grado in appello.
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