Il caso
Il Tribunale di corso del Popolo a Terni
Più di 200 panetti di hashish, per un peso di circa 20 chilogrammi, da cui si sarebbero potute ricavare oltre 260 mila dosi di droga. Numeri imponenti, quelli legati al sequestro avvenuto lo scorso gennaio lungo la autostrada A1 nei pressi di Orvieto, ad opera degli agenti della polizia Stradale orvietana.
Numeri che, oltre all'arresto del conducente dell'auto - a noleggio - su cui era stata nascosta la droga, all'interno di un borsone di colore nero e in sette involucri di cellophane contenenti trenta panetti ciascuno, hanno portato mercoledì 22 aprile alla condanna dell'uomo.
Il gip del Tribunale di Terni Barbara Di Giovannantonio, con le modalità del rito abbreviato, ha infatti stabilito una pena di tre anni e quattro mesi di reclusione nei confronti del 39enne di nazionalità italiana, originario di un Comune del Piemonte e residente con la propria famiglia nell'area di Roma. Il giudice ha accolto quanto chiesto in aula dall'accusa nei confronti dell'uomo, ristretto ai domiciliari e difeso dall'avvocato Francesca Carcascio del Foro di Terni.
Con la sentenza è stata riconosciuta l'aggravante dell'ingente quantità e nessuna attenuante. L'appello da parte della difesa, alla luce della riforma Cartabia e l'ulteriore riduzione di pena che la mancata impugnazione comporta, non è scontato.
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