CALCIO SERIE C
Fabio Forti e l'avvocato Pierluigi Natali
La Ternana concluderà la stagione 2025-26 giocando le ultime due partite di campionato e quelle di playoff. La regolarità del girone B della serie C è stata garantita dalla sentenza emessa dal tribunale di Terni che ha avviato la procedura di liquidazione giudiziale (ex fallimento) della società rossoverde, disponendo “l’esercizio provvisorio (...) per la durata di tre mesi sotto la direzione e vigilanza dei curatori”. Il giudice fallimentare Claudia Tordo Caprioli ha nominato il dottor Francesco Angeli e l’avvocato Renato Ferrara, quali curatori, e il dottor Maurizio De Filippo, “esperto nella gestione delle questioni connesse all’ordinamento sportivo”. I curatori potranno procedere ad una o più aste per la eventuale cessione del ramo d’azienda sportivo. L’imprenditore o gli imprenditori che vorranno acquistare il club potranno farlo garantendo quasi esclusivamente i debiti maturati nei confronti della Lega, vale a dire il pagamento degli stipendi del bimestre gennaio-febbraio (il 16 scorso scadeva il termine) e a giugno quelli del trimestre marzo, aprile e maggio.
STRATEGIA Un successo per chi si è opposto alla scelta dei Rizzo di far chiudere definitivamente la Ternana puntando sulla liquidazione volontaria del club. Una battaglia nella quale è stata fondamentale la consulenza dell’avvocato Donato Di Campli, uno dei massimi esperti del settore che ha indicato anche la strada da perseguire nell’immediato futuro, nel caso in cui si manifestasse un reale interesse nei confronti della Ternana, mantenendola quindi nel campionato di serie C evitando quel precipitare tra i dilettanti, unica conseguenza della scelta operata dall’assemblea dei soci di lunedì 13 aprile.
BOCCIATURA Una scelta peraltro bocciata nella mattinata di ieri 17 aprile dal tribunale delle imprese di Perugia. Questo è stato il colpo di scena di una delle tante giornate interminabili che stanno tratteggiando il cammino della Ternana, passata già attraverso due fallimenti (Migliucci e Gelfusa). Infatti, il giudice del tribunale delle imprese Teresa Giardino ha accolto il ricorso dell’avvocato Andrea Silvestri per conto di un creditore, contro la delibera dell’assemblea dei soci della Ternana calcio sospendendo lo scioglimento e la messa in liquidazione decisa lunedì scorso. Una decisione assunta rapidamente perché avrebbe potuto portare alla perdita dell’affiliazione alla Figc: una grave danno per i creditori e per il valore del titolo sportivo.
LE DICHIARAZIONI Un epilogo anticipato in qualche modo da alcuni degli attori presenti all’udienza. Il primo ad uscire è stato l’avvocato Riccardo Corridore (ex vicesindaco) legale di un creditore che ha sottolineato “come sia stata evidenziata al giudice da parte di alcuni colleghi, l’azione intrapresa dalla proprietà: la famiglia Rizzo è ancora proprietaria. Lo stato di insolvenza era chiaro e, quando la precedente amministratrice (Pucci ndr) aveva richiesto la procedura di sovraindebitamento, la nuova società, pur consapevole della grave situazione, ha revocato tale richiesta e ha operato sul mercato. Si tratta, a mio parere, di un elemento di grande gravità sotto il profilo giuridico”. Poco dopo è uscito l’amministratore unico (dimissionario) della Ternana Fabio Forti che ha confermato: “Si sta andando verso la liquidazione giudiziale, il tribunale è ben consapevole il tribunale che la Ternana deve continuare a giocare e continuare vivere possibilmente ad ottenere ancora i migliori risultati. Io ho dato la disponibilità a supportare il curatore fallimentare per quello che sarà necessario”. Subito dopo la conferma da parte dello stesso Forti che la proprietà (ormai ex) della Ternana non aveva ritirato la procedura di liquidazione volontaria.
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