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POLITICA

Terni, Ferranti sospeso per 15 mesi da Forza Italia: "Impugnerò la sanzione disciplinare del partito in tribunale"

Antonella Lunetti

01 Aprile 2026, 09:04

Terni, Ferranti sospeso per 15 mesi da Forza Italia: "Impugnerò la sanzione disciplinare del partito in tribunale"

Francesco Maria Ferranti impugnerà la sanzione disciplinare che lo sospende per 15 mesi dal partito di Forza Italia.

Il consigliere comunale e provinciale di FI, vicepresidente della Provincia di Terni, "risponde" così al provvedimento definitivo emesso dal Collegio Nazionale dei Probiviri, che si è espresso sul caso politico scoppiato dopo che Ferranti aveva accettato l'incarico a palazzo Bazzani, come "secondo" del presidente Stefano Bandecchi, leader di Alternativa Popolare, e in totale contrasto alla linea del partito.

“Prendo atto della decisione del Collegio Nazionale dei Probiviri, che ha parzialmente riformato la pronuncia di primo grado emessa dal Collegio Regionale dell'Umbria. Il Collegio Nazionale - ha dichiarato Ferranti - ha infatti ridotto la sanzione della sospensione da 24 a 15 mesi, riconoscendo formalmente la mia lunga militanza e l’impegno profuso con successo, per moltissimi anni, al fine di rafforzare la rappresentatività del partito sul territorio. Politicamente non condivido questa linea e questa decisione, poiché Bandecchi orbita nel partito popolare europeo. Con Bandecchi - spiega Ferranti - ci siamo alleati alle Regionali in Umbria e alle elezioni comunali in molte città tra cui Genova. Inoltre Bandecchi ha pubblicamente finanziato la campagna elettorale di un esponente ternano del partito alle ultime elezioni politiche del 2022 con ben 30 mila euro”.

“Tuttavia, pur nel rigoroso rispetto istituzionale del provvedimento, non posso nascondere il mio profondo rammarico per il mancato accoglimento di doglianze che ritengo pienamente legittime e fondate in diritto. Nel corso del procedimento - spiega Ferranti - ho evidenziato criticità procedurali dirimenti: dal mancato riconoscimento di un mio legittimo impedimento a presenziare all'audizione, alla compressione del diritto di replica, fino al mancato rispetto del limite di durata del procedimento disciplinare di 60 giorni stabilito dall’art. 69 dello Statuto. Anche nel merito, ritengo di aver fornito in sede giudicante ampia e documentata prova della coerenza del mio operato politico, seppur tali argomentazioni non abbiano trovato il pieno accoglimento sperato”.

E dunque l’annuncio della contromossa: “Per queste ragioni, ed essendo pienamente convinto della correttezza delle mie posizioni, annuncio che impugnerò la sanzione disciplinare dinanzi all’autorità giudiziaria ordinaria”. Il ricorso sarà depositato presso il Foro territorialmente competente, ovvero il Tribunale Civile di Roma (essendo la sede legale del Movimento fissata in Roma), entro il termine perentorio di 6 mesi dalla notificazione del provvedimento, così come previsto dall’art. 24, comma 3, del Codice Civile per le associazioni non riconosciute.

“Confido che in quella sede terza le mie istanze in fatto e in diritto possano essere finalmente riconosciute”, rimarca Ferranti, che aggiunge: “Ci tengo a sottolineare un principio per me fondamentale: la politica si fa tra la gente e per la comunità. Alla fine di ogni percorso, sono sempre i cittadini a dover giudicare in via definitiva l’operato di chi li rappresenta e le urne sapranno riconoscere chi ha sempre profuso impegno e costanza. Forte del lavoro svolto quotidianamente e della dedizione al territorio, su questo fronte, non temo alcun giudizio che non sia conforme alla realtà dei fatti”.

E in risposta alla nota del partito: “Ritengo che anziché preoccuparsi dell’entità della sentenza, alcuni quadri del partito locale dovrebbero pensare ai risultati pessimi dell’ultimo referendum, ove il no è prevalso in tutte le sezioni del centro città, di norma roccaforti di Forza Italia, tutto ciò nonostante lo spendersi in prima persona di alcuni esponenti di recentemente ingaggiati”. Parola ora alle carte bollate.

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