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Attualità

Terni, le finestre raccontate da Stefano Tancini nella mostra Windows

Percorso visivo fotografico al Caffè Cavour per il giovane artista nel rapporto tra spazi pubblici e vita privata

Redazione Web

27 Marzo 2026, 15:39

Stefano Tancini mostra Terni

Mostra fotografica Windows di Stefano Tancini

Da sabato 28 marzo inaugurazione per la mostra fotografica “Windows” di Stefano Tancini, percorso visivo che esplora il rapporto tra spazio pubblico e dimensione privata attraverso uno degli elementi architettonici più comuni e simbolici delle nostre città: la finestra. La mostra sarà visitabile fino al 24 aprile 2026 negli spazi del Caffè Cavour di Terni, nell’ambito del progetto culturale “Caffè Cavour Creativo”, iniziativa che dal 2023 promuove l’incontro tra arte, artisti e comunità nel cuore del centro storico.

Stefano Tancini coltiva fin da bambino una profonda passione per l’arte, in particolare per teatro e fotografia. Il teatro diventa presto una scelta di vita: dopo il diploma in accademia avvia un percorso professionale come attore, affiancando all’attività sul palcoscenico quella di formatore in laboratori di recitazione e di regista teatrale. Il primo incontro con la fotografia avviene durante gli anni delle scuole medie, quando realizza uno scatto con materiali di fortuna sviluppandolo in camera oscura durante una lezione di educazione tecnica. È in quel momento che nasce la fascinazione per l’immagine fotografica: la carta bianca che lentamente rivela la fotografia diventa per lui una piccola magia destinata a lasciare un segno profondo. Poco dopo riceve in regalo una Polaroid, che lo accompagnerà per molto tempo nei suoi primi esperimenti visivi.

La mostra “Windows” nasce da un’osservazione semplice ma profonda: le finestre sono piccoli rettangoli che separano e allo stesso tempo collegano la vita privata delle persone con il continuo movimento del mondo esterno. Sono filtri sottili tra pubblico e privato, superfici che mostrano e nascondono. L’autore è affascinato da come gli abitanti trasformano questi spazi: panni stesi, fiori, tende e piccoli dettagli diventano segni di presenza e identità. Ma ancora più forte è l’attrazione verso ciò che non si vede, verso ciò che accade oltre il vetro, nell’intimità invisibile delle vite quotidiane. Il percorso espositivo si sviluppa come un viaggio visivo: dalle facciate esterne degli edifici, dove le finestre diventano elementi architettonici e compositivi, lo sguardo si avvicina progressivamente agli interni – abitati o abbandonati dove la vita si intuisce più che mostrarsi.

La mostra si conclude con immagini più sospese e suggestive, in cui luce e ombra filtrano dalle finestre trasformando le presenze in qualcosa di indefinito, quasi anime o tracce emotive. In questi spazi il visibile lascia posto al sentire e la finestra diventa un luogo di passaggio, un confine simbolico in cui l’essere umano incontra le proprie domande più intime.



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