Venerdì 27 Marzo 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Il caso

Terni, un anno fa il femminicidio di Ilaria Sula. Il ricordo straziante dei genitori. Ora chiedono giustizia

L'ex fidanzato è in carcere sotto processo mentre sua madre ha patteggiato due anni di reclusione per concorso in occultamento di cadavere

27 Marzo 2026, 06:07

ilaria sula ragazza uccisa

Ilaria Sula, la ragazza uccisa dall'ex fidanzato

Ilaria, forse, si poteva salvare. Se la madre dell’assassino avesse dato l’allarme invece di aiutarlo a ripulire il sangue, le cose avrebbero potuto prendere una piega diversa. Lei è adulta e dunque per me è più colpevole del figlio”. Flamur Sula, il papà della studentessa universitaria di Terni massacrata a coltellate dall’ex fidanzato Mark Samson, non riesce a darsi pace.

Giovedì 26 marzo è trascorso un anno dal femminicidio, stando alla ricostruzione che l’imputato ha dato ai giudici. “Per noi invece - riprende Flamur - il dolore senza fine è iniziato da domenica 29 marzo quando Ilaria non tornò a casa in treno”. L’assassino, reo confesso, è in carcere in attesa della sentenza di primo grado mentre sua madre, Nosr Manlapaz, ha già chiuso i conti con la giustizia, patteggiando due anni di reclusione per concorso in occultamento di cadavere.

“Ora finge di piangere, ma è tutto incredibile. Questa - continua il papà della 22enne ternana - per me non è giustizia. E spero che chi ci ha tolto per sempre nostra figlia abbia un trattamento diverso”. Flamur racconta che, per lui, sua moglie e l’altro figlio, “il dolore non finisce mai. È questo il nostro ergastolo. Lo scontiamo tutti i giorni mentre chi ha ucciso ed i suoi familiari continuano a vivere come se non fosse successo niente.

Dal giorno della morte di mia figlia non viviamo, ma sopravviviamo. E l’unica cosa che ci spinge ad andare avanti è avere giustizia per la memoria della nostra Ilaria”. Flamur è sconvolto da un dolore lacerante, ma parla con una compostezza ed una civiltà esemplari.

Mamma Gezime su Facebook si rivolge alla sua “stellina”. “È un anno che sei diventata un angelo meraviglioso. Dio - continua - ti ha detto che tu sei la sua preferita, che il tuo posto deve essere sempre vicino a lui perché hai un cuore grande e meraviglioso. Sei arrivata fino alla fine della scala e lì vicino c’è il tuo castello, il più bello che esista”.

Di Ilaria si è parlato, mercoledì scorso, anche alla Casa delle Donne di Terni. Nel corso dell’incontro si sono alternati momenti di dibattito, letture e restituzioni creative, che hanno favorito un dialogo aperto e intergenerazionale. Gli interventi hanno posto al centro la necessità di contrastare ogni forma di violenza, a partire da quella di genere, attraverso percorsi educativi, culturali e sociali capaci di incidere profondamente nei modelli relazionali. Particolare rilievo è stato dato al coinvolgimento delle giovani generazioni.

Nel corso dell’iniziativa, dal titolo “Rispetto, libertà, consenso”, è stata inoltre presentata l’opera dell’artista Francesca Ascione, “Fiori recisi”, che ha accompagnato e rafforzato il significato dell’incontro. Numerose le persone che, giovedì 26 marzo, si sono recate a casa della famiglia Sula per dimostrare la propria vicinanza ed il proprio affetto.

Intanto va avanti il processo a carico di Mark Antony Samson che, durante l’ultima udienza, ha ricostruito tutte le fasi dell’omicidio avvenuto a Roma e dell’occultamento del cadavere nascosto in una valigia e gettato in un dirupo. La prossima udienza si svolgerà il 19 maggio.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie