IL CASO
Il Tar dell'Umbria
Diverse le reazioni in merito alla decisione del Tar dell'Umbria che ha accolto il ricorso presentato dalla Regione Umbria contro il Comune di Terni per l’annullamento della determina n. 2088 del 23 luglio 2025 con cui si autorizzava l’istruttoria relativa al progetto stadio-clinica.
Una sentenza, con la quale i giudici amministrativi del Tar hanno dichiarato inammissibili i ricorsi incidentali di Ternana Calcio e Ternana Women.
La prima ad intervenire è stata la presidente della Regione Stefania Proietti con una nota condivisa con la Giunta: "Al termine di questo iter processuale, la presidente e la Giunta ribadiscono di aver sempre agito per garantire la piena legittimità dell’azione amministrativa. È piena volontà della Giunta, superare questa fase, rilanciando l'azione di governo volta a dare risposte sul fronte sanitario e dell'impiantistica sportiva della città di Terni".
Immediata anche la dichiarazione del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi. "In merito alla vicenda clinica-stadio prendo atto della decisione resa pubblica dal Tar. I nostri avvocati leggeranno attentamente la sentenza e presumibilmente, da una prima valutazione, il Comune - ha annunciato - ricorrerà al Consiglio di Stato".
Prese di posizione anche dai partiti politici.
Per il segretario comunale di Forza Italia Terni Antonio De Angelis, "la sentenza del Tar Umbria n. 125 del 24 marzo 2026 rischia di compromettere definitivamente la realizzazione del progetto stadio-clinica a Terni. Il progetto stadio-clinica, indipendentemente da chi sia il soggetto proponente, costituisce una importante occasione di crescita e sviluppo per la città di Terni, che consentirebbe al territorio ternano di avere una struttura sanitaria a supporto di quella pubblica, oltre che una nuova ed efficiente struttura sportiva. E’ necessaria l’apertura immediata di un tavolo tecnico tra Regione Umbria e Comune di Terni, finalizzato a superare le criticità emerse nella sentenza del TAR. Il progetto stadio-clinica è di fondamentale importanza per la città. Bandecchi e la Proietti lavorino insieme per consentire al più presto la realizzazione di queste importanti opere”.
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Di seguito la nota a firma di Alberto Rini, coordinatore provinciale, e Maurizio Cecconelli, coordinatore comunale di Fratelli d'Italia Terni: "La sentenza del TAR dell’Umbria sulla vicenda stadio–clinica non è un episodio isolato né un incidente di percorso, è al contrario la certificazione giuridica di un errore politico e amministrativo che abbiamo denunciato sin dall’inizio. Lo abbiamo detto in tempi non sospetti: un’operazione complessa come questa, che prevede la realizzazione dei due interventi strategici, tra cui opere di urbanizzazione rilevanti, non può reggersi su forzature interpretative, scorciatoie procedimentali o letture parziali degli atti. Servivano rigore amministrativo, coordinamento istituzionale e chiarezza nei rapporti tra Comune e Regione. Tutto ciò è mancato e oggi ne vediamo le conseguenze. È evidente che l’operato del Sindaco Stefano Bandecchi su questa vicenda si è rivelato non adeguato alla complessità del progetto producendo uno scontro istituzionale che la giunta di sinistra della Presidente Proietti non vedeva l’ora di instaurare. Ciò premesso non possiamo esimerci dal rilevare le responsabilità della Regione Umbria. Una Regione che ha scelto di intervenire con un ricorso all’ultimo giorno utile, quando invece una vicenda così delicata avrebbe richiesto un confronto tecnico preventivo, serio e risolutivo tra gli uffici. Si è preferita la via del contenzioso a quella della collaborazione istituzionale per mere questioni tra il Sindaco Bandecchi e la Presidente Proietti, con il risultato di bloccare un progetto strategico per la città. Ed è proprio questo il punto politico centrale; questa vicenda poteva e doveva essere gestita diversamente. Con un tavolo tecnico tra enti, con una definizione chiara dei ruoli, con una verifica preventiva della sostenibilità amministrativa e sanitaria del progetto. A questo punto sembrando tramontata la vicenda della Clinica, si apre la questione relativa al futuro della Ternana Calcio e dello stadio Liberati. I certificati di staticità dell’impianto risultano in scadenza a giugno 2026 e in assenza di risorse finanziarie certe e immediatamente attivabili, si rischia seriamente di compromettere la stessa sede di gioco della nostra squadra, con conseguenze gravi per la città e per l’intero movimento sportivo ternano".
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Questo il comunicato diffuso dal Patto Avanti Umbria. "La sentenza n. 125/2026 del TAR dell'Umbria mette definitivamente la parola fine a una delle pagine più conflittuali e amministrativamente opache della gestione Bandecchi. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha accolto il ricorso della Regione Umbria annullando la determina dirigenziale n. 2088 del 23 luglio 2025 con cui il sindaco di Terni tentava, in modo del tutto illegittimo, di autorizzare la realizzazione della clinica privata collegata al progetto dello stadio. Il ricorso della Regione ha bloccato un progetto già bocciato a suo tempo dalla Conferenza dei Servizi decisoria del 2022 e dalla Giunta Tesei che nel 2023 ha preso in giro i ternani la DGR di riprogrammazione dei posti letto che senza l'adozione di un piano socio sanitario non ha alcun valore. La verità è che il ricorso della Regione ha evitato la scellerata demolizione dello stadio e il fallimento del Comune. Adesso acceleriamo sul nuovo ospedale e non perdiamo tempo con progetti irrealizzabili. Come coalizione del Patto Avanti, denunciamo da tempo come il percorso intrapreso da Bandecchi fosse viziato da una evidente forzatura delle regole. Oggi il TAR conferma le nostre preoccupazioni, parlando apertamente di un manifesto errore nei presupposti da parte del Comune. Bandecchi ha tentato di far passare per approvazione condizionata quello che, nella Conferenza di Servizi decisoria del 2022, era stato un espresso diniego alla realizzazione della clinica. La sentenza sottolinea come il Comune abbia cercato di trasformare surrettiziamente una prescrizione negativa in una condizione sospensiva mai esistita, agendo al di fuori di ogni cornice legale. Smascherato il tentativo di Bandecchi di coprire l'illegittimità del proprio percorso amministrativo attaccando le istituzioni regionali. Ancora più grave è quanto rilevato dai giudici in merito all'invasione di competenze: il Comune ha preteso di valutare autonomamente la compatibilità della struttura sanitaria con la programmazione regionale, esorbitando dalle proprie attribuzioni e calpestando le prerogative della Regione Umbria. Secondo la legge, infatti, spetta esclusivamente alla Regione la verifica di compatibilità del progetto rispetto al fabbisogno sanitario complessivo. Gli attacchi scomposti del sindaco Bandecchi verso la Regione per il ricorso al TAR si rivelano oggi per quello che erano: un mero paravento politico per nascondere l'uso a fini personali dell'azione amministrativa e la volontà di bypassare le norme vigenti. Auspichiamo che l'amministrazione comunale torni immediatamente nei binari del rispetto istituzionale e delle normative vigenti perseguendo l'interesse della città e non quello di singoli privati".
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La nota di Enrico Melasecche, capogruppo Lega in Regione Umbria: “La decisione del TAR dell’Umbria, che ha accolto il ricorso presentato dalla stessa Regione, certifica una verità politica inequivocabile: con le sue azioni la sinistra al governo regionale ha bloccato il progetto stadio-clinica e, con esso, una concreta opportunità di rilancio per Terni. Si tratta di una scelta precisa e deliberata della Giunta a guida Proietti che ha impugnato un atto che consentiva di andare avanti con un investimento strategico, dimostrando ancora una volta di essere ostile allo sviluppo, agli investimenti e al futuro del territorio ternano. La Regione eroga 34 milioni l’anno per le prestazioni convenzionate alle cliniche private per cui è facile dedurre che oltre 160 milioni nell’ultimo ventennio di competenza del territorio ternano è andato all’Umbria del centro nord. Non solo, avrebbe ben contribuito alla realizzazione dell’opera pubblica stadio di grande prestigio per l’intera Umbria. Parliamo di un progetto che avrebbe portato lavoro, crescita economica, riqualificazione urbana, miglioramento infrastrutturale e un significativo potenziamento dei servizi sanitari. Tutto questo è stato sacrificato sull’altare di logiche politiche miopi e ideologiche. La verità è semplice, la sinistra ha deciso di fermare Terni, ha scelto di dire no allo sviluppo, no ai posti di lavoro, no a un’opportunità concreta per i cittadini. Una scelta gravissima che avrà conseguenze dirette sul futuro del territorio e probabilmente sulle prospettive della Ternana Calcio. Ancora più inaccettabile è il silenzio e la complicità degli assessori ternani che hanno votato in giunta per far prevalere una interpretazione giuridica politicamente devastante, ma anche dei tre consiglieri ternani che invece di difendere gli interessi della propria città hanno supportato una decisione che la penalizza pesantemente. Per questo chiediamo una riflessione puntuale sul loro ruolo. Chi tradisce la propria comunità per gregarismo di coalizione non merita la fiducia che gli elettori hanno su costoro riposto. Peraltro la vicenda è nata quando il M5S tacciava il PD di essere il male assoluto mentre oggi ne spartisce poltrone e decisioni nefaste e dovrebbe quindi solo vergognarsi di tale capovolgimento del fronte per palesi interessi personali e di partito che tradiscono sogni, futuro, prospettiva di decine di migliaia di cittadini".
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