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San Gemini, le scuole dicono no alle mafie. Il Presidio Libera porta in piazza l'evento "Fame di giustizia e di verità"

Intitolata alla piccola vittima della Strage di via dei Georgofili Nadia Nencioni un’aula didattica all’aperto al Parco Violati

24 Marzo 2026, 22:26

San Gemini, le scuole dicono no alle mafie. Il Presidio Libera porta in piazza l'evento "Fame di giustizia e di verità"

Si è svolta a San Gemini, in provincia di Terni, alla presenza delle scuole e dei sindaci dei Comuni di San Gemini, Acquasparta e Montecastrilli, l’iniziativa dal titolo "Fame di giustizia e di verità", in occasione della 31esima Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia.

Il sindaco di San Gemini, Luciano Clementella, il sindaco di Acquasparta, Giovanni Montani, e il sindaco di Montecastrilli, Riccardo Aquilini, hanno preso parte alla manifestazione promossa dal Presidio Libera “Giuseppe Fava” di Acquasparta, in una mattinata che ha visto il coinvolgimento delle dirigenti scolastiche, i docenti, le forze dell'ordine e le associazioni del territorio, oltre alle ragazze e ai ragazzi delle scuole dell’Istituto comprensivo Acquasparta-San Gemini e degli Istituti di Montecastrilli e Avigliano Umbro.

Sono stati loro i veri protagonisti in Piazza San Francesco, attraverso la lettura dei nomi, i flash mob, i testi letti e narrati, i cartelloni e gli striscioni per dire no alle mafie.

L’iniziativa ha visto anche la cerimonia di intitolazione alla piccola vittima della Strage di via dei Georgofili del 1993 a Firenze, Nadia Nencioni, di un’aula didattica all'aperto presso il Parco Violati.

La mafia prospera nell'ignoranza e nella passività”, ha detto il sindaco di San Gemini, Luciano Clementella. “Sta a voi – ha aggiunto – spezzare questo ciclo. Siate portatori di giustizia, di legalità e di rispetto. Non abbiate mai paura di alzare la voce contro l'ingiustizia”.

Il sindaco Clementella, insieme a Montani e Aquilini ha dichiarato di “credere fortemente che la coscienza civica, il senso di comunità e di responsabilità collettiva, il desiderio del bene, la fame di giustizia e di verità crescono anche attraverso questi momenti, contribuendo a vincere il silenzio, l'indifferenza e l'ignoranza di cui ogni forma di mafia continua ad alimentarsi ancora oggi”.

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