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IL COMMENTO

Referendum e vittoria del No, Bandecchi: "Il verdetto dei cittadini va rispettato. Ma il bisogno di cambiare la Giustizia non è stato cancellato"

"I problemi restano tutti sul tavolo e chiedono risposte serie. È indispensabile avviare una nuova fase di confronto"

23 Marzo 2026, 20:37

stefano bandecchi sindaco terni

Stefano Bandecchi, leader di "Dimensione Bandecchi" e sindaco di Terni

Il risultato del Referendum è chiaro: ha vinto il No. Ed è un risultato che va rispettato senza ambiguità, perché quando i cittadini votano, la loro scelta è sempre sovrana. Resto convinto che, quella proposta, fosse una riforma giusta e necessaria, una riforma che puntava a rendere la Giustizia più equilibrata, più trasparente, più credibile. Ma in democrazia non basta essere convinti di avere ragione: serve il consenso dei cittadini, e oggi quel consenso non c’è stato.

Questo il commento del leader di Dimensione Bandecchi, Stefano Bandecchi, sindaco di Terni, sul risultato del quesito referendario sulla Riforma Costituzionale della Giustizia.

"Non ha neanche importanza il tipo di campagna, il clima in cui si è svolta, le gravi sbavature da entrambe le parti, le informazioni distorte: il verdetto si accetta. Questo voto - ha commentato Bandecchi - ci consegna comunque un dato importante, una inversione di tendenza dopo anni di fuga dal voto: quando vengono coinvolti davvero, gli italiani partecipano e decidono. Ed è un segnale positivo per tutto il sistema democratico. Ora però è il momento della responsabilità".

"Circa il 46% degli italiani ha votato convintamente Sì, tra chi ha vinto in tanti hanno votato no perché non hanno condiviso il metodo o per posizionamento politico. Ma non si può far finta di niente - ha aggiunto Bandecchi - né tornare allo status quo come se nulla fosse. I problemi della Giustizia restano tutti sul tavolo e chiedono risposte serie, concrete, condivise. È indispensabile quindi avviare una nuova fase di confronto, senza pregiudizi e senza slogan, che coinvolga maggioranza e opposizioni. Si lavori a una riforma migliore, capace di tenere insieme efficienza, garanzie e indipendenza e che possa essere la riforma di tutti. Perché se è vero che oggi ha vinto il No, è altrettanto vero che il bisogno di cambiare la Giustizia non è stato cancellato".

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