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IL 21 E 22 MARZO

Terni, le Giornate FAI di Primavera aprono tre siti speciali: ecco quali sono

19 Marzo 2026, 10:09

Terni, le Giornate FAI di Primavera aprono tre siti speciali: ecco quali sono

Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano per la 34ª edizione le “Giornate FAI di Primavera”, il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia: il più efficace strumento con cui il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dal 1975 esercita la sua missione di educazione della collettività alla conoscenza e alla tutela di quel patrimonio, perché sia per sempre e per tutti.

Le Giornate FAI di Primavera sono una preziosa occasione offerta agli italiani per conoscere e apprezzare le meraviglie del nostro Paese, ma anche un’importante iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi della Fondazione, a sostegno della sua missione di utilità pubblica di cura e tutela del patrimonio culturale.

Ciò che viene raccolto dalle iscrizioni e dalle donazioni ricevute durante l’evento sostiene concretamente le sue attività istituzionali e permette al FAI di portare avanti interventi di restauro e progetti di valorizzazione.

La  DELEGAZIONE DI TERNI aprirà al pubblico un bene nel cuore della città, la SALA APOLLO E DAFNE all'interno di Palazzo Carrara e a Montecastrilli il CONVENTO DELLE CLARISSE e il MONIMENTO AI CADUTI di Cesare Bazzani.

 

SALA APOLLO E DAFNE – PALAZZO CARRARA

DESCRIZIONE DEL CONTESTO

La decorazione pittorica della Sala di Apollo e Dafne, realizzata dal pittore reatino Girolamo Troppa nella seconda metà del Seicento, orna la sala principale del palazzo Riccardi Carrara posto nello storico rione Fabbri, al centro di Terni. L’immobile, di proprietà comunale, ha l’ingresso principale sull’odierna via Carrara, in uno slargo anticamente denominato “piazza San Sebastiano”, in memoria di un oratorio dedicato al martire presente nelle vicinanze prima delle devastazioni belliche.

DESCRIZIONE STORICA

Il palazzo è composto da corpi di fabbrica aggregati dopo il 1684 ad opera di Pietro Riccardi; dai suoi eredi fu ceduto al Municipio nel 1729 per riadattarlo a Palazzo di Priori, con lavori che si protrassero fino al 1732 diretti dall’architetto Benaducci. In questa occasione venne apposto lo stemma della città, tuttora presente, sul portale d’ingresso. Nel 1884, con il trasferimento del Municipio nel Palazzo Apostolico in piazza Maggiore, vi trovò sede la Prefettura per poi essere destinato, negli anni Trenta, a sede della Biblioteca, del Museo Archeologico e della Pinacoteca. L’immobile, danneggiato durante la II Guerra Mondiale, fu restaurato negli anni Cinquanta dal Genio Civile.

DESCRIZIONE ARCHITETTONICA E ARTISTICA

La Sala di Apollo e Dafne, a pianta rettangolare, è coperta da una volta a schifo e illuminata da due finestre quadrate che sormontano portefinestre aperte sul balcone della facciata.

La decorazione, realizzata tra il 1686 e il 1689, ricopre l’intero ambiente e si svolge nelle quattro pareti scandite da finte colonne che sorreggono una raffinata trabeazione a sostegno della volta. Nelle pareti lunghe, trovano spazio le raffigurazioni di Apollo e Dafne su un fondale di architetture, quest’ultima nell’atto di trasformarsi in alloro. Nei lati corti, invece, sono raffigurati Giove sostenuto dall’aquila, inserito tra le finestre, e l’allegoria della Fama con tromba e corona d’alloro nella parete opposta. La decorazione della volta è costituita da una robusta quadratura architettonica sostenuta da cariatidi a grisaille, sfondata nel mezzo, dove appare Apollo sul Carro del Sole in compagnia delle Ore (o delle Stagioni) precedute da Cupido con la face. Alla base della volta trovano spazio due medaglioni ovali con finti bassorilievi, quello in corrispondenza della Fama è incorniciato da un cartiglio che riporta in lettere capitali la firma dell’artista: OPUS EQUITIS / HIERONYMI TROPPE SAB.

DESCRIZIONE DELL’APERTURA IN GIORNATE FAI E DELLA SUA ECCEZIONALITA’

L’iniziativa vuole presentare al pubblico le decorazioni parietali del pittore reatino Girolamo Troppa, recentemente restaurate ad opera dell’Amministrazione comunale, oggetto, insieme a varie altre presenti a Terni, di uno studio approfondito pubblicato recentemente. L’iniziativa si lega all’apertura straordinaria del palazzo privato della famiglia Montani, promossa dal FAI la scorsa stagione, per far ammirare lo splendido soffitto dipinto dal medesimo artista.

 

Orari di apertura:

Sabato 21 e domenica 22 dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30

 

MONTECASTRILLI

CONVENTO DELLE CLARISSE

 

DESCRIZIONE DEL CONTESTO AMBIENTALE

Il piccolo borgo di Montecastrilli è compreso nella Provincia di Terni, in Umbria, e conta circa 5.000 abitanti. L’abitato è posto su un modesto rilievo a 391 m. s. l. d. m. a dominio del territorio rurale circostante, caratterizzato perlopiù da larghi appezzamenti di terreno coltivati.

DESCRIZIONE STORICA

L’insediamento è noto sin dall’antichità essendo posto lungo l’importante via Flaminia che, attraversando il suo territorio, congiungeva Roma con la Romagna. Durante il Medioevo Montecastrilli fu assoggettata prima alla famiglia spoletina degli Arnolfi poi al potente Comune di Todi e ricompresa nella sua Diocesi. In età moderna si distinsero alcuni membri della nobile famiglia Accursi, ascritta nel Seicento al patriziato tuderte. Dopo secoli di appartenenza allo Stato Pontificio, prima nel distretto amministrativo di Perugia-Todi, poi in quello di Spoleto-Terni, nel 1860 venne annessa al neonato Regno d’Italia.

DESCRIZIONE ARCHITETTONICA E ARTISTICA

Il monastero di S. Chiara, fondato per volontà testamentaria dal nobile Cinthio Accorsi nel 1649, si impone nel contesto architettonico del piccolo borgo medievale; posizionato nella parte settentrionale dell’abitato comprende un vasto giardino cinto da mura e si eleva, con diversi corpi di fabbrica, su due e tre piani intorno a un chiostro quadrangolare. Sulla destra della facciata, prospiciente l’abitato, è posta la sobria fronte della chiesa annessa al complesso edilizio.

All’interno del monastero sono di particolare rilevanza alcune stanze arredate con utensili relativi alla vita quotidiana delle suore, le loro celle, scandite nel corridoio da ritratti di sante, le notevoli cucine storiche, il refettorio e due particolari vani che contengono rispettivamente una riproduzione lignea della Scala Santa e una pregevole Via Crucis dipinta negli anni Trenta del Settecento.

L’interno della chiesa, riccamente decorato con dipinti murali tardobarocchi, si presenta ad aula unica, caratterizzata da una profonda abside su cui campeggia la mirabile tela con la Vergine e il Bambino con i santi Francesco, Chiara, Antonio e la Maddalena del celebre pittore reatino Girolamo Troppa (1636 – 1711). 

DESCRIZIONE DELL’APERTURA IN GIORNATE FAI E DELLA SUA ECCEZIONALITA’

Il monastero di clausura, perfettamente conservato nelle sue strutture e decorazioni, è oggi dismesso dalle suore e compreso nei beni della Curia vescovile di Todi, pertanto non è comunemente accessibile al pubblico. L’apertura straordinaria permetterà la visita di alcuni vani particolari, come quello con la raccolta di utensili e vasellame da farmacia, il corridoio con alcune celle delle suore, in particolar modo quella della nota suor Maria Lanceata Morelli (1704-1762) e le stanze della Scala Santa e della Via Crucis. Sarà possibile, inoltre, ammirare la pala dell’altar maggiore di Girolamo Troppa con ulteriori tele e decorazioni all’interno della chiesa. Al termine della visita si potrà accedere, tempo permettendo, al vasto giardino privato del monastero, per poi uscire davanti al torrione circolare posto a difesa dell’abitato, nei pressi del quale è posto il monumento ai caduti della guerra 1915-18, eretto su disegno del celebre architetto romano Cesare Bazzani.

 

Orari di apertura:

sabato 21 e domenica 22 dalle ore 10.00 alle ore 17.30

Per le visite speciali dedicate ai soli iscritti visitare il sito FAI: https://faiprenotazionifondoambiente.it/evento/monastero-di-santa-chiara-montecastrilli-63654

 

 

MONTECASTRILLI 

MONUMENTO AI CADUTI  dell'Architetto Cesare Bazzani

 

DESCRIZIONE DEL CONTESTO

Il monumento sorge ai margini dell'antico borgo di Monecastrilli, autentica roccaforte inserita in un'area paesaggisticamente suggestiva. Il piccolo edificio è in prossimità dell'imponente Convento delle Clarisse, presenza che caratterizza fortemente il borgo. Entrambi gli edifici si collocano come elementi di dimensione insolita in rapporto all'estensione e alle cartteristiche del borgo: notevole massa edificata il seicentesco Convento, architettura d'autore il monumento di Cesare Bazzani.

DESCRIZIONE STORICA

Il monumento ai Caduti per la Patria nasce per iniziativa del conte Ermenegildo Montani, presidente della locale Congregazione di Carità, che si rivolge all'architetto Cesare Bazzani, progettista di fama nazionale che molto ha operato a Terni. Si pensa di realizzare un'infermeria sul cui frontone fossero incisi i nomi dei centottanta compaesani caduti in guerra. Nell'ottobre del 1925 viene posta la prima pietra. La costruzione procede con lentezza e si giunge a copertura nel 1928. Ma l'ultimazione dei lavori, causa continue carenze di fondi, avviene nel 1936 e l'edificio è destinato ad ospitare scuole elementari e uffici sanitari.

DESCRIZIONE ARCHITETTONICA E ARTISTICA

La costruzione presenta un corpo edilizio su tre livelli dal quale si distacca un avancorpo con la funzione di vano di accesso e di Monumento-Memoriale ai Caduti. La veste formale è impostata secondo una sintesi di elementi espressione del personale linguaggio classicista dell'architetto Cesare Bazzani. L'espressione formale è frutto di una sintesi che si rinnova nel corso del tempo inglobando esperienze liberty, sperimentazioni di nuovi materiali, spunti di arti applicate, adattamento degli elementi classici alle nuove tecnologie. Troviamo infatti nella concezione del monumento elementi classici e liberty. Più classica l'impostazione dell'avancorpo, in cui il travertino disegna una sorta di arco trionfale coronato da una coppia di aquile e intessuto di una decorazione che in alcuni motivi riprende caratteri di suoi progetti di architetture cimiteriali; liberty l'alleggerimento dell'insieme indotto dal disegno delle bucature a bifora e a trifora e l'effetto chiaroscurale del paramento a mattoncini faccia-vista delle specchiature.

Nell'insieme l'edificio appare come una sorta di miniaturizzazione della maestosità e della forza espressiva del linguaggio del progettista.

DESCRIZIONE DELL'APERTURA IN GIORNATE FAI

La proposta di visita al Monumento ai Caduti si unisce all'apertura del Convento delle Clarisse a Montecastrilli. Entrambi gli edifici, pur se dimensionalmente e storicamente assai diversi, rappresentano una presenza che denota la volontà da parte di eminenti personaggi legati al borgo di realizzare opere di significato religioso, artistico e monumentale inusuali per un contesto urbano di entità modesta, se pur di pregio.

Oltre alle indubbie valenze architettoniche e artistiche che ciascun edificio possiede è la loro contestualizzazione a destare interesse e meritare riflessioni non solo sui caratteri formali ma su quelli sociali ed economici che hanno determinato la loro realizzazione.

Il monumento ne è testimonianza rappresentando una sintesi di elementi del linguaggio di Cesare Bazzani, architetto di grido nei primi decenni del novecento, che si prodiga oltre la progettazione per realizzare la volontà di una piccola comunità.

 

Orari di apertura:

sabato 21 e domenica 22 dalle ore 10.00 alle ore 17.30

 

 

Ringraziamo in modo speciale i proprietari dei beni e le amministrazioni comunali che hanno accolto l' iniziativa.

 

 

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