LA STAGIONE
“Un tessitore di emozioni” lo ha definito la direttrice artistica Silvia Alunni. Un alchimista dei suoni, accompagnato sul palco da due altri bravissimi artisti polistrumentisti. Visioninmusica ha centrato un altro obiettivo con il concerto di venerdì 13 marzo all’auditorium Gazzoli di Terni.
Entusiasmo, pubblico dal gusto raffinato, una ricerca musicale nuova, che spazia dal jazz “rievocato” a tratti dal suo trombone, all’elettronica. Una gradita scoperta per il primo concerto italiano di Robinson Khoury, tra le figure più sorprendenti e visionarie del nuovo jazz europeo. L’arrivo in città per la stagione di Visioninmusica ha portato vibrazioni inusuali e nuove offerte a un pubblico sempre attento e numeroso. Il musicista, di origine libanese, trombonista, compositore e cantante, ha presentato a Terni il progetto “MŸA”. Ad accompagnarlo sul palco Anissa Nehari (percussioni e voce), Léo Jassef (pianoforte, sintetizzatori e voce) e Mathieu Pion (sound design), in un concerto dove Khoury è riuscito a costruire un universo musicale sospeso tra dimensione rituale e visione futurista. Il trombone diventa una voce che respira, canta e vibra, dialogando con sintetizzatori modulari, percussioni e armonie vocali in un intreccio di ritmi arcaici, improvvisazione e atmosfere elettroniche. La musica si muove tra tradizioni mediorientali, libertà jazzistica e suggestioni retro-futuriste, creando paesaggi sonori evocativi e profondamente immersivi. Dal rock alla musica classica, fino al jazz, dunque, il cammino musicale di questo artista è mosso chiaramente dal desiderio di superare confini stilistici e culturali.
Visioninmusica continua così il suo percorso di scoperta e apertura verso le nuove traiettorie della musica internazionale, confermandosi uno degli appuntamenti culturali più significativi del panorama musicale italiano. I prossimi due concerti della stagione, che volge al termine, si terranno il 27 marzo con Frank Gambale Natural High Trio e il 14 maggio con l’attesissimo quintetto capitanato dal batterista Simon Phillips. Un gran finale impedibile, come accade ormai da 22 anni.
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