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L'ELEZIONE

Terni, Lorenzo Asciutti (Confapi): "“Sostegno alle Pmi per facilitare l’iter di ricambio generazionale”

L'intervista al nuovo presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell'associazione

Antonella Lunetti

05 Marzo 2026, 06:00

Terni, Lorenzo Asciutti (Confapi): "“Sostegno alle Pmi per facilitare l’iter di ricambio generazionale”

Lorenzo Asciutti, presidente nazionale Giovani Imprenditori Confapi

Lo scorso 11 febbraio, l’Assemblea dei Giovani imprenditori di Confapi lo ha eletto all’unanimità nuovo presidente del Gruppo per il prossimo triennio. Classe 1991, di Terni, Lorenzo Asciutti è di fatto la terza generazione dell’azienda di famiglia operante nel settore del trasporto merci e della logistica. Attualmente, oltre ad essere socio di Asciutti Srl, è anche presidente del cda della società Angeloni Srl e dal 2024 è entrato nel CdA della comunità energetica costituita da Confapi Terni. Dal 2018 al 2024 è stato presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confapi Terni e dal 2023 vicepresidente del Gruppo Giovani Confapi nazionale con delega ai rapporti con i territori e con le altre Associazioni. Ora la guida nazionale, succedendo a Eustachio Papapietro.
- Lorenzo Asciutti, 35 anni ma già una importante esperienza professionale alle spalle.
Ho iniziato nel 2014 nell’azienda di famiglia, occupandomi della parte amministrativa e contabile. Nello stesso anno, abbiamo acquisito un’altra piccola azienda di trasporti del territorio, Angeloni, quindi sono anche socio e presidente del cda di quest’altra società che è complementare ad Asciutti.
- Una realtà consolidata, la vostra. Da dove siete partiti?
Asciutti Srl è nata 1984, ma il fondatore è stato mio nonno, Ezio Asciutti: ha iniziato negli anni ’70 comprandosi il camion e guidandolo lui stesso. Sono quindi 50 anni che la mia famiglia è nel settore. Siamo praticamente alla terza generazione. Lavoriamo tutti insieme, c’è anche mio fratello gemello Stefano, che si occupa della parte operativa e logistica. E poi ovviamente mio padre Massimo, che negli anni ha fatto crescere molto l’azienda e ora ci apprestiamo al passaggio generazionale. Lavoriamo a livello nazionale ed internazionale, europeo ed anche extra Ue. Abbiamo circa 30 dipendenti tra autisti e impiegati negli uffici.
- Quando è iniziata la sua attività in Confapi?
La mia attività associativa in Confapi è iniziata proprio perché mio padre ha deciso a un certo punto di mandare avanti noi, me e mio fratello, anche per ciò che riguarda le relazioni esterne, oltre ai rapporti con i clienti, i fornitori, i contatti bancari, tutto ciò che occorre a un’azienda per operare. Nel 2018 sono entrato in Confapi diventando presidente del Gruppo Giovani di Terni e quasi subito ho fatto ingresso anche nel Gruppo nazionale come consigliere semplice: seguivo le attività ma senza avere ruoli operativi. Poi sono entrato nella giunta Giovani e dopo qualche tempo sono diventato vicepresidente, poi vicario e dieci giorni fa eletto presidente dall’assemblea.
- Cosa significa per lei operare all’interno dell’associazione?
Ho sempre pensato, e poi anche riscontrato nel mio percorso, seppur breve, che l’associazione va vissuta con spirito di servizio. Si lavora per cercare di dare risposte ai giovani imprenditori che vivono - anzi, che viviamo - un periodo difficile. Perché fare impresa, soprattutto se tradizionale, non è affatto facile oggi: il mercato è molto concorrenziale, l’accesso al credito per i giovani è difficile. Io, in fondo, posso dire che ho avuto la fortuna di avere alle spalle un’azienda di famiglia e sono stato facilitato, ma per chi inizia da zero è veramente difficile.
- Relazioni e aiuto reciproco sono quindi fondamentali tra giovani imprenditori...
Oggi con l’Intelligenza Artificiale si pensa che le relazioni umane possano, e debbano, essere sostituite. Io invece credo che il ruolo del confronto e delle associazioni resti fondamentale, sia a livello associativo ma anche nel business. Ciò che fa la differenza sarà proprio il rapporto umano con i vertici delle aziende, una fiducia che si deve costruire con il tempo.
- Dicevamo che, nonostante la giovane età, lei ha già esperienza anche dentro Confapi. Che cosa le ha dato?
Il percorso iniziato otto anni fa mi ha portato a una crescita personale importante. Mi ha permesso di uscire dall’azienda di famiglia, che può essere vista come una “comfort zone”, anche se non lo è, ma può essere percepita come tale. Quindi, grazie all’associazione ho avuto l’opportunità di confrontarmi con altre realtà, con altri territori, specialmente con l’esperienza nazionale, e questo mi ha portato a una crescita sia personale che professionale, che oggi ritengo per me un valore aggiunto. Ringrazierò sempre Confapi perché mi ha dato questa possibilità.
- In cosa si traduce il suo impegno nell’associazione? Quali obiettivi si pone con la sua presidenza nazionale?
Cercherò di portare qualche risultato e risposte ai giovani imprenditori che l’associazione rappresenta. Ho avviato un percorso e buttato giù un programma ambizioso e che possa portarci anche ad avere un maggiore dialogo con il decisore pubblico, perché comunque i giovani dovrebbero essere più centrali nelle scelte della politica. A riguardo, un percorso è stato già avviato. Sono presente anche al Cnel in quota Confapi Giovani per quanto riguarda il “Forum sulle forze economiche e sociali giovanili”, che è stato istituito nel 2025 dal presidente Renato Brunetta, e che infatti ha lo scopo di far partecipare maggiormente i giovani alle decisioni legislative, o quantomeno darci modo di dare un nostro contributo sulle normative che avranno impatto sui giovani. Il forum permette uno scambio e un confronto tra diverse realtà e punti di vista, che dovrebbe portare a dare un contributo per l’impatto che alcune politiche potranno avere sulle nuove generazioni, sia in temi sociali, sia come politiche sul lavoro. E’ un progetto molto stimolante che sono sicuro che darà risultati.
- Riguardo al suo programma, quali azioni intende avviare per prime?
La mia intenzione è di avvicinare il gruppo nazionale Confapi ai vari territori, quindi faremo delle giunte e dei consigli itineranti in cui affronteremo, ad ogni appuntamento, dei temi che possano essere attuali e d’interesse per i giovani imprenditori. Quindi, dalla sostenibilità, all’AI, al mondo del lavoro che sta cambiando, all’innovazione digitale. Faremo un calendario di appuntamenti e porteremo i giovani imprenditori che fanno parte del nazionale dove ci sono Confapi territoriali, con cui collaboreremo per fare questi eventi e anche per dare la spinta a un dialogo locale dei Gruppi giovani territoriali con le Regioni e i Comuni. Inoltre, con il contributo dei funzionari dell’associazione e con il Centro studi di Confapi approfondiremo le normative e le leggi che possono avere impatto sui giovani in generale e soprattutto sui giovani imprenditori. E infine ci piacerebbe fare una proposta da presentare al decisore pubblico...
- E’ un lavoro abbastanza impegnativo...
Sì, ma se vogliamo cercare di incidere per il nostro futuro, anche noi dobbiamo essere sicuramente più informati su ciò che accade intorno a noi, sulla politica, sulle normative, e sulla legislazione sia nazionale che europea. Quindi faremo dei tavoli di lavoro durante l’anno e degli approfondimenti, in sinergia con la Confapi Senior che può darci un impulso e una spinta con i rapporti con le istituzioni nazionali.
- Affronterete il tema del passaggio generazionale?
E’ centrale, direi. E’ una questione che interessa molto le piccole e medie imprese, considerando che circa il 36% delle aziende in Italia ha un leader over 60 e che quindi prima o poi sarà impattata dall’iter del passaggio generazionale. Può essere un percorso complicato e molte aziende sono costrette a vendere o addirittura a chiudere, perché non c’è ricambio. Quindi anche questo è un tema che va affrontato sotto vari aspetti, di governance, psicologici, organizzativi, finanziari e in partnership anche con altre realtà ci piacerebbe fare un percorso che possa essere un punto di confronto sia tra i giovani che tra i senior. Insomma, fare in modo con la nostra associazione di attivare un dialogo che possa portare ad un passaggio generazionale di successo.
- Quale è il suo ruolo associativo a Terni?
A livello locale sono legato e cresciuto in Confapi Terni, dove sono vice presidente - presidente è Michele Marinelli, direttore Cesare Cesarini - e anche a livello locale abbiamo una serie di progetti a favore del tessuto delle Pmi ternane, che riguardano sicuramente la Zes. Da poco è stato fatto un convegno per spiegare agli imprenditori questo strumento che ancora è poco conosciuto e le opportunità che possono esserci sia come semplificazione burocratica che come credito d’imposta sugli investimenti. E’ stato un convengo molto utile e partecipato.
- Cosa ne pensa dell’inserimento dell’Umbria nella Zona economica speciale?
Ovviamente criticità ci sono sempre, perché i tempi sono sempre molto stretti per fare questi interventi per cui andrebbero riviste almeno le tempistiche per gli investimenti e il credito d’imposta. E’ comunque uno strumento interessante, perché ci sono anche agevolazioni sulle assunzioni, quindi può dare impulso al territorio e agli investimenti di nuove attività, non solo ampliamenti di quelle esistenti.
- Parliamo infine di infrastrutture, tra l’altro un tema che per un’azienda come Asciutti non è certo secondario. Ha suggerimenti a riguardo?
Noi siamo una regione centrale in Italia e dovremmo sfruttare meglio la nostra collocazione geografica.
La piastra logistica di Terni-Narni potrebbe essere sicuramente uno strumento a servizio delle aziende del territorio, soprattutto per chi si occupa di trasporti e logistica, una infrastruttura che farebbe molto comodo allo sviluppo del territorio. Esiste da anni, ma non è stata mai usata: andrebbe aperto un approfondimento sul territorio per capire come metterla finalmente in funzione in maniera utile. Potrebbe essere sicuramente utile per le aziende ternane fare rete con il coordinamento della Regione e studiare una strada. E’ sicuramente un argomento da attenzionare.

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