Il caso
Ancora problemi nel Ternano causati dai cinghiali
Poco meno di 4 mila euro, 3.650 oltre ad interessi e rivalutazione monetaria, per i danni subìti e le spese necessarie al recupero del veicolo. Il giudice di pace di Terni, Helenia Ercoli, ha condannato la Regione Umbria a risarcire un cittadino di Acquasparta che nel novembre del 2019, di notte lungo la strada statale 3 bis Tiberina fra Terni ed Acquasparta, era finito con la propria Mercedes Classe A contro un cinghiale spuntato all'improvviso in mezzo alla carreggiata, uccidendolo.
Tratto stradale, peraltro, dove nel settembre 2020 avrebbe poi perso la vita un 54enne acquaspartano, finito con l’auto contro un ungulato e quindi addosso ad un albero. Circa il sinistro oggetto della sentenza del giudice di pace di Terni, sul posto la polizia di Stato aveva effettuato i rilievi di prassi, riscontrando danni e dinamica - a partire da una velocità commisurata alle condizioni generali - ma anche l'assenza di segnaletica relativa al possibile attraversamento di animali selvatici e di dispositivi di sicurezza.
Il cittadino ha poi intentato causa alla Regione Umbria, per ottenere il risarcimento dei danni patiti - fortunatamente non c'erano state conseguenze fisiche per lui - con l'assistenza degli avvocati Antonella Dello Stritto e Loris Mattrella.
Il giudice ha fatto proprie le argomentazioni dei legali dell'automobilista in ordine ai danni causati da selvaggina vagante (di proprietà della Regione) e le risultanze degli accertamenti di polizia, rilevando, nelle motivazioni della decisione, che “è emersa chiaramente la prova dell'evento, del nesso di causalità tra l'evento ed il danno, nonché la condotta colposa in concreto della Regione Umbria, non avendo fornito la prova di aver correttamente realizzato le campagne volte al contenimento della proliferazione della fauna selvatica. In particolare - ha aggiunto il giudice di pace - la Regione Umbria non ha dimostrato di aver adottato, in relazione alla zona in cui è avvenuto il sinistro, le cautele esigibili per adempiere al proprio compito di programmazione e coordinamento ai fini della pianificazione faunistico-venatoria e di avervi dato una corretta attuazione”.
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