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LA CERIMONIA

Terni, lo straordinario messaggio dal Premio San Valentino 2026. Lanciata l'idea di un corso per panificatori per i giovani di Betlemme

Emozionanti momenti nelle due serate organizzate dall'associazione "Io Sono Una Persona per Bene" del presidente Sauro Pellerucci. I riconoscimenti ai sindaci Maher Nicola Canawat e Valter Stoppini

Antonella Lunetti

08 Febbraio 2026, 10:31

Terni, lo straordinario messaggio dal Premio San Valentino 2026. Lanciata l'idea di un corso per panificatori per i giovani di Betlemme

Il presidente Sauro Pellerucci con il sindaco di Betlemme Maher Nicola Canawat

Betlemme, terra di speranza dove è nato Gesù, Assisi terra di pace e del messaggio di San Francesco, e ora anche Terni terra di armonia e amore con il santo patrono Valentino. Una nuova triangolazione ideale ma anche concreta, che ha visto gettare le basi nella suggestiva cerimonia di consegna del Premio San Valentino rilanciato dall’associazione “Io Sono Una Persona per Bene”. Un parterre di nomi d’eccezione, un palco che ha unito oltre ogni differenza, un’opportunità di vicinanza e, appunto, “armonia”, che ha anche permesso di lanciare proposte per progetti futuri.

Dopo la serata di giovedì 6, venerdì 6 febbraio è andata in scena la seconda e ultima parte del premio, con la consegna a celebri autorità, protagoniste del messaggio di speranza e pace su cui il patron dell’evento, Sauro Pellerucci, ha voluto fortemente puntare.

A spiccare, di fronte al pubblico del teatro Secci, la consegna del Premio San Valentino ai sindaci di Betlemme e Assisi. Parole toccanti, quelle espresse da Maher Nicola Canawat e da Valter Stoppini. Il riconoscimento consegnato al primo: “Per la custodia del messaggio di pace in una terra ferita, per l’impegno a mantenere viva la presenza cristiana e promuovere il dialogo interreligioso”: questa è stata la motivazione. “Ringrazio per avermi nominato e scelto, ne sono molto onorato - ha detto, commosso, il sindaco di Betlemme -. Questo premio ha un grande significato per me e per il popolo palestinese. Amore e pace sono fondamentali per avere un futuro migliore. Il concetto dominante deve essere la pace, ed è quello che vogliamo dal profondo del nostro cuore. Noi sogniamo la giustizia, i nostri giovani sognano libertà, dignità e quindi pace. Vorrei dedicare questo premio a tutti gli uomini che lottano per la pace, a tutti quegli uomini che danno la loro vita, in modo da avere alla fine giustizia e pace. E dedico questo premio al presidente della Palestina”, ha concluso Canawat.

Motivazione altrettanto toccante quella per l’assegnazione del Premio San Valentino al sindaco di Assisi: “Per il cammino di pace e solidarietà dei popoli e per il costante dialogo di cui si fa portavoce la comunità di Assisi”. “Questo premio mi riempie di orgoglio - ha dichiarato Valter Stoppini -. Assisi è una luce nel mondo. E in questo momento particolare per l’ottavo centenario di San Francesco, questo premio lo dedico alla mia comunità e al mio fratello sindaco di Betlemme. La pace deve iniziare da noi stessi, se vogliamo che sia realmente una pace duratura”.

Dall’emozione e dalla quasi surreale attenzione che il folto pubblico del Secci ha riservato alle parole dei due amministratori, si è passati poi anche altre personalità premiate. Da Sergio Bellucci, Direttore accademico della Facoltà di Intelligenza Artificiale per la Pace dell’ONU, che ha parlato di umanesimo digitale, all’attore Mirko Frezza per l’impegno sociale a favore degli ultimi, da Valentina Vittori di Confapi per la competenza professionale, al giornalista e conduttore televisivo Vincenzo Mollica, intervenuto con un video per salutare la platea e ricordare l’importanza di essere persone per bene. “Mollica - ha raccontato il presidente Pellerucci - ha confermato la sua capacità di essere leggero nella profondità, come tutte le grandi personalità. Ha compreso bene il nostro messaggio di ‘Persone per bene’. Quando è stata letta la motivazione del premio a Mollica, è partito un grande applauso come se lui fosse realmente presente in sala”.

Significativi passaggi della serata anche per la presenza delle autorità, in primis il sindaco Stefano Bandecchi e la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.

Bandecchi, tra l’altro, ha ricordato come negli anni 1982-1983 fosse tra i soldati italiani a Beirut per la guerra del Libano: “Ho perso una decina di amici per difendere il popolo palestinese”.

Intenso anche il ringraziamento fatto dal sindaco a Sauro Pellerucci per aver rilanciato il Premio San Valentino. “Pellerucci sta organizzando un evento importante che sottolinea l’importanza di San Valentino. Nonostante il premio arrivi da molto lontano, Pellerucci è riuscito a ridargli splendore e importanza. È stato bravo a credere in questo progetto e a riempire questa sala. Sono venuto personalmente qui - ha sottolineato Bandecchi venerdì al Secci - perché ho sentito doveroso dare a Pellerucci un riconoscimento come sindaco per ciò che ha fatto per Terni”.

Emozionato e gratificato l’imprenditore e presidente, che ha aggiunto: “L’associazione Io Sono Una Persona per Bene è nata non perché lo siamo noi, ma perché noi crediamo che le persone per bene esistano e vogliamo valorizzarle. Essere persone per bene che si apprezzano l’un l’altra”.

Ha parlato di “un momento davvero bellissimo e di grande simbolismo”, la presidente della Regione Umbria. “È un premio che ha molta forza. Oggi dobbiamo vivere nel segno della speranza e del dialogo, che serve per portare avanti la nostra umanità. Sindaco - ha poi scherzato Stefania Proietti sul palco, rivolgendosi a Bandecchi - è profetico che io e te siamo qui a parlare di pace" dopo le tensioni a livello politico.

È stata infine espressa da Stefano Lupi, presidente di Confcommercio Terni, nonché presente alla cerimonia in qualità di Cavaliere della Pace, in rappresentanza del Centro per la Pace di Assisi, una bellissima proposta: “Per me - ha premesso - è sempre emozionante e rappresentare la comunità ternana che si riconosce in questo premio, che diventa premio valoriale, premio di identità e anche un premio di comunità. Vorrei poi consegnarvi un messaggio di fratellanza e amore per cercare di rendere nel concreto questa serata: come presidente dell’Università dei Sapori, una eccellenza della formazione in Umbria, che rappresento, sono disponibile a portare dei corsi di panificazione in Palestina per i giovani di Betlemme. La condivisione del pane: quale simbolo migliore di pace e fratellanza”. Una proposta, per la quale ha chiesto il coinvolgimento della cooperativa Ternipan (che gestisce il marchio Interpan), acquisita da una spin-off di Unicusano e quindi collegata a Bandecchi. “Per me questa è una porta aperta. È un’idea bellissima che raccolgo”, ha risposto il sindaco.

Soddisfatto per la serata Sauro Pellerucci: “È frutto di una scelta iniziata lo scorso anno, quella di portare armonia attorno a un evento che in passato era abbastanza diviso e divisivo. Questa è stata per noi un’esperienza bellissima, che ha visto un grande coinvolgimento della città nel segno di San Valentino, santo che ci invita a trovare punti di contatto e di armonia. Anche i due spettacoli che sono stati portati in scena la sera sono stati ispirativi in tal senso. Sono stato particolarmente contento anche di vedere sul palco istituzioni diverse ma vicine. San Valentino è un santo ma è anche una grande opportunità. Questa è la forza dei nostri patroni”.

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