LO STUDIO DI ARPA E L'UNIVERSITA' SAPIENZA
Prende avvio la prima concreta applicazione dell'Accordo di programma delle acciaierie Arvedi-Ast di Terni sulla qualità dell'aria nell'area siderurgica ternana. Regione Umbria, Arpa Umbria e il Dipartimento di Biologia Ambientale dell'Università degli Studi “La Sapienza” di Roma hanno illustrato nella mattinata di lunedì 19 gennaio i contenuti dell'intesa scientifica volta a un'analisi approfondita dello stato dell'aria nella Conca ternana.
Il progetto, intitolato “Analisi di microelementi, elementi in traccia e potenziale ossidativo del particolato atmosferico per la mappatura spaziale dei processi emissivi e del loro impatto nell'area siderurgica di Terni”, rappresenta un tassello decisivo per l'attuazione degli impegni assunti dalla Regione in materia di risanamento ambientale, coniugando tutela occupazionale e continuità produttiva.
L'iniziativa, che coinvolgerà gli enti fino a giugno 2027, mira a individuare con precisione le sorgenti di emissioni diffuse, con particolare attenzione al nichel e ad altri metalli pesanti, fornendo il necessario supporto tecnico-scientifico alla revisione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) in coerenza con la nuova Direttiva europea 2024/2881.
Determinante il ruolo dell'amministrazione regionale, come sottolineato dall'assessore all'Ambiente Thomas De Luca: “La Regione Umbria ha finanziato questo progetto, che è inserito all'interno dell'Accordo di programma Ast, perché abbiamo l'ambizione non solo di riconoscere i problemi ma anche di risolverli attraverso soluzioni basate su un approccio scientifico. L'inserimento del punto sulla qualità dell'aria nell'ottica dell'attuazione della nuova normativa sui metalli pesanti era per noi imprescindibile. Terni può avviare il risanamento ambientale e siamo certi che mettere al centro un approccio scientifico, volto a coinvolgere i portatori di interessi legittimi e i titolari dei diritti per comporre una soluzione, oltre alle soluzioni strutturali come la Rampa scorie, sia la strada giusta”.
Sulla strategicità dell'operazione è intervenuto anche il direttore generale di Arpa Umbria, Alfonso Morelli: “Manteniamo l'impegno preso su mandato della Regione. È un approfondimento tecnico scientifico di estrema importanza perché vede un modello di collaborazione tra istituzioni, ricerca, autorità competenti e imprese”. Obiettivo prioritario, ha rimarcato, è “trovare criticità e individuare le soluzioni migliori per benefici di carattere ambientale e sanitario”.
Dal punto di vista tecnico, lo studio utilizzerà tecnologie avanzate per valutare la dispersione delle polveri e l'impatto sulla salute attraverso l'analisi del potenziale ossidativo del particolato. Lorenzo Massimi, ricercatore del Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza e responsabile scientifico dell'accordo, ha delineato il metodo di lavoro: “Il progetto consiste in un monitoraggio della qualità dell'aria che prevede un campionamento in area outdoor in 10 siti selezionati, sulla base di uno studio preliminare, e all'interno dell'acciaieria stessa, dove puntiamo a individuare 20-25 postazioni in cui installare campionatori a basso flusso”.
Saranno inoltre condotte “analisi statistiche avanzate per identificare i principali processi emissivi con determinate impronte chimiche sia di particolato che di elementi potenzialmente tossici, valutando la dispersione delle polveri dall'area indoor dell'acciaieria verso l'ambiente esterno”.
L'indagine si innesta sul monitoraggio ordinario già svolto dall'Agenzia regionale. Come ha spiegato Caterina Austeri, dirigente del Dipartimento Arpa Umbria Sud: “Il progetto si inserisce all'interno del monitoraggio ordinario di Arpa che già fa emergere criticità sul nichel. Con questo studio, grazie alle tecnologie e all'elaborazione di dati dell'Università La Sapienza, andiamo ad approfondire la mappatura spaziale del PM10, la presenza di nichel e l'impatto che le sorgenti emissive hanno nelle zone della città circostanti allo stabilimento. L'obiettivo finale è diminuire le concentrazioni di nichel entro qualche anno, attuando misure di riduzione che si andranno ad aggiungere a quelle già in fase di realizzazione come la Rampa scorie al chiuso”.
Alla presentazione è intervenuto anche Giovanni Scordo, responsabile relazioni istituzionali di Ast, che ha definito l'intesa “un accordo di pregio che darà indicazioni utili sulle emissioni presenti nel territorio”, ricordando che “da anni l'azienda insieme alle istituzioni collabora fattivamente per il miglioramento della qualità dell'aria e anche su questa iniziativa collaboreremo pienamente”.
Il cronoprogramma prevede l'avvio dei campionamenti a gennaio 2026, per una durata di dodici mesi. La restituzione dei risultati finali è prevista al termine della campagna di monitoraggio.
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