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Giustizia

Terni, si insedia il nuovo procuratore Antonio Laronga. Massima attenzione contro le infiltrazioni mafiose nell'economia locale

Il dottor Laronga ha affrontato anche il problema della sede di palazzo Gazzoli. Al momento l'organico dei magistrati è al completo mentre è ancora carente quello del personale amministrativo

Antonio Mosca

16 Gennaio 2026, 06:59

terni nuovo procuratore capo

Il procuratore capo di Terni, Antonio Laronga (Foto Stefano Principi)

Guerra aperta ai reati predatori, alle truffe agli anziani ed allo spaccio di droga, ma con un’attenzione del tutto particolare al rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nel territorio della provincia di Terni. Giovedì 15 gennaio, nel giorno dell’insediamento come procuratore capo, Antonio Laronga ha illustrato la sua agenda per i prossimi mesi. Trasparenza, sobrietà, terzietà e rispetto del principio di presunzione di innocenza saranno le sue parole d’ordine. “Voglio una Procura che - ha affermato - sia come una casa di vetro dove tutti i cittadini possano sentirsi a proprio agio.

Le porte saranno sempre aperte a chi vuole segnalare dei comportamenti anomali che possano configurare delle vere e proprie ipotesi di reato. E noi, nel nostro lavoro di repressione penale, ne terremo sicuramente conto. Credo fermamente nella collaborazione della società civile. La nostra azione procederà senza interferenze di alcun tipo. Il processo non deve essere un’arena, ma un luogo di confronto tra tutte le parti e il mio intento è quello di avvicinare, quanto più possibile, la verità giudiziaria a quella oggettiva”.

Nato a Torremaggiore, in provincia di Foggia, nel 1966, Laronga è entrato in magistratura nel 1993 e, come procuratore aggiunto di Foggia, si è occupato di inchieste particolarmente scottanti sui clan mafiosi pugliesi vivendo per anni sotto scorta.
Poi la scelta di Terni, accolta all’unanimità dal Csm, e che - sottolinea - “ho voluto con grande determinazione. Mi sento già ternano a tutti gli effetti. Ho preso casa qui e sarò in città 7 giorni su 7.

Terni è una città accogliente ed operosa come lo sono i suoi abitanti”. Laronga esprime apprezzamento per i magistrati che lavoreranno con lui. “Siamo finalmente ad organico pieno con 8 colleghi che - afferma - hanno una gran voglia di fare. Ho trovato un ufficio virtuoso dove, caso non comune in Italia, c’è pure un dirigente amministrativo. Ci sono delle carenze, invece, sulla dotazione del personale amministrativo per oltre il 20%, ma speriamo di superarle al più presto”.

il dottor Laronga ha poi affrontato il nodo della sede di palazzo Gazzoli dove, più di 10 anni fa, la Procura della Repubblica di Terni ha traslocato. “E’ un bel palazzo storico - ha osservato - ma ci sono delle stanze da sistemare. Ad esempio quelle della polizia giudiziaria. E’ una questione di decoro, come per il segnale che indica la Procura sulla strada. Bisognerà metterci mano. Chiederò all’Ater, proprietaria dell’immobile, di provvedere. Da anni paghiamo l’affitto mentre mi dicono che il progetto per la cittadella della giustizia a corso del Popolo è ancora fermo”.

Secondo il procuratore capo “occorre darsi da fare per preservare la comunità ternana dal rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata. In questa terra non ci sono mafie autoctone, ma è noto che i clan allungano i tentacoli dove ci sono i soldi. Occorre tenere d’occhio i colletti bianchi che riciclano il denaro sporco e cercano di penetrare l’economia legale per conto delle mafie. Ma per fare questo non basta la repressione. Bisogna fare un lavoro di squadra con tutte le forze vive e sane della comunità locale”. Sulla riforma della giustizia, per ora, preferisce non commentare, ma si dice pronto ad un confronto pubblico per spiegare le proprie idee se qualcuno nelle prossime settimane lo proporrà.

“Ora che ho accesso ai fascicoli - prosegue - mi dedicherò a studiare quelli più interessanti”. Sul caso di Barbara Corvi, la donna amerina scomparsa nel nulla da anni, il procuratore assicura che studierà le carte e valuterà cosa fare anche se il caso per ora è chiuso. Grande attenzione anche per la comunicazione sempre nel segno della trasparenza dell’operato della Procura.
Infine un cenno al sindaco Stefano Bandecchi. “Ho sentito parlare di lui - afferma - ma non l’ho ancora incontrato”. Cosa che accadrà nei prossimi giorni quando completerà gli incontri con tutti i rappresentanti delle istituzioni.

Prima della conferenza stampa a palazzo Gazzoli si è svolta la cerimonia d’insediamento nell’aula della Corte d’Assise del Tribunale alla presenza delle autorità civili, militari e religiose del territorio, dei magistrati degli uffici giudiziari umbri e dei rappresentanti dell’avvocatura. Prima del saluto di Laronga hanno preso la parola la presidente del Tribunale di Terni, Emilia Fargnoli, il presidente della Corte d’Appello di Perugia Giorgio Barbuto, il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Perugia Sergio Sottani ed il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Lecce, Ludovico Vaccaro.

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