Il caso
Mario Burlò, a sinistra, insieme ad Alberto Trentini
Dopo l’inferno delle carceri di Caracas il ritorno in Italia dove la giustizia ha continuato a fare il suo corso. L’imprenditore torinese Mario Burlò, detenuto per più di 14 mesi in Venezuela e scarcerato a pochi giorni di distanza alla deposizione di Maduro, giovedì 15 gennaio dovrà comparire di fronte al Tribunale di Terni. Alle 13.30, nel palazzo di giustizia di corso del Popolo, si svolgerà l’udienza preliminare del procedimento in cui il 53enne piemontese risulta indagato per una serie di violazioni di carattere tributario.
L’udienza si terrà di fronte al gup Francesco Maria Vincenzoni chiamato a pronunciarsi sul rinvio a giudizio o il proscioglimento dello stesso Burlò e di altri 39 indagati, a 6 dei quali, ma non è il suo caso, è contestato anche il reato di associazione a delinquere. Burlò era stato coinvolto in un’indagine condotta dalla guardia di finanza che aveva messo nel mirino una società di consulenza fiscale e tributaria con sede a Terni.
Secondo la ricostruzione della pubblica accusa, la società in questione avrebbe agito da garante nell’esecuzione di contratti di accollo del debito e di compensazioni di crediti tributari risultati inesistenti. Si vedrà giovedì 15 gennaio se l’imprenditore, appena rientrato dal Sud America, sarà nelle condizioni di essere presente all’udienza preliminare già programmata da tempo.
“Soltanto adesso - ha detto Mario Burlò, visibilmente provato, all’agenzia LaPresse - ho saputo di essere stato assolto con una sentenza da accuse nei miei confronti, di cui non ho mai saputo nulla”. Il sequestro è “quando tu non puoi avere comunicazioni, con il tuo avvocato, con i tuoi figli”.
Burlò ha raccontato di aver incontrato in carcere anche Alberto Trentini, che è stato liberato insieme a lui. “Quando sono stato fermato - ha proseguito l’imprenditore - mi hanno chiesto il passaporto e mi hanno detto: Lei è un politico che vuole far saltare questo governo”. Un incubo finito soltanto nel corso delle ultime ore. “Il governo italiano mi è stato molto vicino e ringrazio tutti”, ha concluso Burlò. Un anno fa, in Italia, era stato assolto in Cassazione dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e di recente il Tribunale di Torino ha stralciato la sua posizione in riferimento al crac dell’Auxilium Basket.
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