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Il caso

Terni, rete di Hamas in Italia. L'attivista palestinese Mohammad Hannoun trasferito nel carcere di Sabbione

Il 63enne è stato destinato ad una sezione di alta sicurezza dove si trovano altri detenuti condannati o in attesa di giudizio per reati di terrorismo

Antonio Mosca

10 Gennaio 2026, 06:01

terni carcere vocabolo sabbione

Il carcere di vocabolo Sabbione, a Terni

E’ stato trasferito, venerdì 9 gennaio, nel carcere di Sabbione, Mohammad Hannoun, il 63enne attivista palestinese che era stato arrestato il 27 dicembre scorso con l’accusa di essere al vertice della cellula italiana di Hamas. L’uomo si trovava, dal momento del suo arresto, nel carcere di Marassi, a Genova.

A Terni, scortato dagli agenti della polizia penitenziaria, è stato destinato ad una sezione di alta sicurezza dove si trovano altri detenuti condannati o in attesa di giudizio per reati di terrorismo.
Trasferimenti sono stati disposti anche per gli altri indagati.

La maxi operazione Domino era scattata nei giorni scorsi in varie città italiane coinvolgendo sia la polizia che la guardia di finanza. Secondo gli inquirenti sarebbe stata smantellata una rete capillare di finanziatori di Hamas in Italia che si nascondevano dietro attività lecite. Le 9 persone arrestate, attraverso delle associazioni benefiche di solidarietà con il popolo palestinese, avrebbero in realtà sostenuto il movimento terroristico della resistenza islamica.

Accuse sempre respinte dagli indagati e dai loro difensori. In passato, sempre a Terni, era stato detenuto l’attivista palestinese Anan Yaeesh, a favore del quale erano stati organizzati anche dei sit in di fronte al carcere in strada delle Campore.

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