Cordoglio in città
Il carcere di vocabolo Sabbione, a Terni, dove lavorava Massimo Di Angelantonio
Con profondo dolore ed incredulità, il Sappe dell’Umbria ed il segretario regionale, Fabrizio Bonino, esprimono il proprio cordoglio per la prematura scomparsa del collega e iscritto Massimo Di Angelantonio. Il 49enne, originario di Otricoli, lavorava come assistente capo coordinatore della polizia penitenziaria nella casa circondariale di vocabolo Sabbione.
E’ stato stroncato da un improvviso malore ed ogni soccorso si è rivelato purtroppo vano. “Lascia un vuoto incolmabile e uno sgomento profondo tra tutti i colleghi che, quotidianamente, hanno avuto il privilegio di condividerne il percorso professionale.
Massimo - ricorda Bonino - era stimato da tutti per le sue indiscutibili doti professionali, per la dedizione al delicato servizio in carcere e, soprattutto, per le sue straordinarie qualità umane: la disponibilità, l’onestà intellettuale ed il senso del dovere che lo hanno sempre contraddistinto ne facevano un punto di riferimento e un esempio per l’intera comunità del carcere di Terni”.
Il sindacato autonomo di polizia penitenziaria si stringe intorno alla moglie del collega, ai suoi due figli e a tutta la famiglia. Il segretario regionale Fabrizio Bonino esprime ai familiari del 49enne “le più sentite e partecipi condoglianze, assicurando la più totale vicinanza e solidarietà in questo momento di indicibile sofferenza”.
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