LA TESTIMONIANZA
Il telefono è spento. Va a vuoto anche la chiamata su whatsapp. Quando riprende il segnale arriva subito la telefonata.
“Scusami, avevo il cellulare scarico, perché qui va via la corrente elettrica”.
Andrea Fabri, ternano, 40 anni da compiere quest’anno, ormai in realtà è per metà venezuelano. Da anni si è trasferito dall'Umbria, da Terni, e vive nella capitale Caracas, dove lavorava prima nello staff tecnico della Nazionale femminile venezuelana e oggi come direttore tecnico del Deportivo Miranda FC, squadra di calcio che milita nella serie B venezuelana.
Con un accento locale ormai del tutto perso, risponde con un “olà” spagnolo al telefono. Voce tranquilla, ma sicuramente consapevole di ciò che tutto intorno sta avvenendo.
“Ringraziando Dio stiamo tutti bene, hanno attaccato solo le zone militari di Caracas - racconta, quando in Italia sono le 18.50 (un fuso orario di 5 ore) -. E non so bene cosa sia successo fuori città. In questo momento la situazione è tranquilla, almeno qui, e speriamo che passi tutto in fretta. Ma noi almeno stiamo bene”.
I contatti con la famiglia in Umbria per rassicurare tutti sono stati fatti appena possibile, nonostante qualche difficoltà di comunicazione, anche per quell’assenza dell’energia elettrica che ha inchiodato computer e telefoni cellulari.
“Vivo da solo, qui c’è la mia ragazza. Stiamo entrambi bene. Mi sto iscrivendo proprio adesso al sito dell’ambasciata italiana, meglio sapere di poter avere qualche contatto, nel caso ci fosse bisogno. Vediamo con le prossime ore cosa succederà”.
Poi saluta. “Grazie di avermi contattato dall’Italia. Vi terrò aggiornati. Ma non fate preoccupare nessuno. Il popolo venezuelano è forte e di grande umanità”.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy