CALCIO SERIE C
Ventitré anni ancora da compiere e già 176 presenze tra serie C e serie D. Lorenzo Podda, esterno classe 2003 nato ad Alessandria (ma la sua famiglia è di origini sarde, di Sassari), si è ritagliato uno spazio importante nella stagione del Gubbio, chiudendo con 31 presenze, un gol, 3 assist e quasi 1800 minuti giocati. Numeri che raccontano continuità e affidabilità, ma anche una crescita evidente sotto il profilo mentale e tattico. Dodici gare disputate a sinistra, pur essendo destro naturale, diciannove sulla corsia preferita. Una stagione intensa, conclusa con l’amarezza dell’eliminazione playoff al primo turno, ma anche con la consapevolezza di aver compiuto un ulteriore salto di qualità.
- Podda, partiamo dall’inizio: dove nasce il suo calcio?
“Ho cominciato nell’Aurora Calcio, una piccola società di Alessandria. Dopo due anni ho fatto un provino e mi ha ingaggiato l’Alessandria, poi ho fatto tutta la Primavera. Successivamente il ritiro in Serie B con mister Longo e poi il prestito al Sestri Levante”.
- In Liguria ha vissuto anni importanti.
“Sì, molto. Abbiamo vinto il campionato di Serie D e poi conquistato una salvezza importante in Serie C. Sono state esperienze fondamentali per la mia crescita”.
- Chi era il suo idolo da bambino?
“Maicon dell’Inter. Mi piaceva tantissimo il suo modo di giocare”.
- Spinta continua, corsa e personalità: caratteristiche che in parte sono nel suo bagaglio tecnico: come è stato l’impatto con Gubbio?
“All’inizio ho fatto fatica. Cambiare ambiente non è mai semplice, però dopo un mese mi sono trovato bene con il gruppo e le cose sono migliorate”.
- Cosa le è piaciuto di più della stagione?
“Mi è piaciuto praticamente tutto. Ho trovato un ambiente positivo”.
- E invece cosa si può migliorare?
“Sicuramente la gestione degli infortuni. Durante la stagione ne abbiamo avuti tanti e questo ci ha penalizzato parecchio”.
Gli infortuni, infatti, hanno accompagnato quasi tutta l’annata rossoblù, limitando spesso le rotazioni e costringendo la squadra ad allenarsi a ranghi ridotti.
- Che bilancio fa della sua stagione?
“Secondo me è stata una buona stagione. Per me dopo una retrocessione che avevo fatto con il Sestri non era facile ripartire, e invece a Gubbio siamo arrivati ai playoff. Nel mio ruolo ho dimostrato di poter stare a questo livello e credo di essere cresciuto anche mentalmente”.
- E quello della squadra?
“Secondo me avremmo potuto fare molto meglio senza tutti quegli infortuni. Ci allenavamo spesso in pochi, però nonostante tutto abbiamo fatto un buon campionato. Meritavamo qualche punto in più per giocare i playoff in casa”.
- Il rimpianto più grande resta proprio la post season. E il suo personale?
“Non aver passato i primi due turni dei playoff. In casa avremmo potuto dare fastidio a chiunque”.
- A Pineto si poteva fare di più?
“Sì, probabilmente sì. Eravamo anche in vantaggio, ma arrivavamo da un periodo difficile e molto pesante fisicamente. Eravamo un po’ cotti”.
Nonostante la giovane età, Podda ha già accumulato una notevole esperienza tra professionisti e dilettanti.
- Pensa di aver perso qualche treno nella sua carriera?
“No, sinceramente no. Per adesso le scelte fatte sono state giuste”.
- Mister Barilari, allenatore che lei ha avuto ai tempi del Sestri Levante, recentemente ha dichiarato: “È sempre meglio avere Podda in squadra che affrontarlo da avversario”: cosa risponde?
“Lo ringrazio. Mi sono sempre trovato bene con lui”.
-L’avversario più difficile affrontato quest’anno?
“D’Uffizi dell’Ascoli. Molto imprevedibile e veloce”.
-Ora qualche giorno di relax prima di ripartire, vacanze già programmate?
“Sì, andrò con Di Bitonto, Bagnolini e Costa a Milano Marittima, poi farò qualche giorno nella mia Sardegna”.
-E il sogno per il prossimo anno?
“Mi piacerebbe giocare per vincere. E farlo a Gubbio sarebbe bellissimo anche perché il nostro presidente Notari meriterebbe una grande soddisfazione”.
Un messaggio chiaro, che sa di appartenenza e ambizione. Perché Lorenzo Podda, dopo una stagione di crescita, sente che il bello deve ancora arrivare.
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