Sabato 09 Maggio 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

IL MIGLIOR BIANCOROSSO

Montevago premiato dal Corriere: “Il sogno? Salire col Perugia. Il Grifo e i suoi tifosi meritano un'altra categoria"

Il bomber: “Fiducia a mille con l’arrivo di Tedesco”. E sul ruolo dell'attaccante: “Ora deve saper fare tutto”

Luca Bernardini

09 Maggio 2026, 08:53

Montevago premiato dal Corriere: “Il sogno? Salire col Perugia. Il Grifo e i suoi tifosi meritano un'altra categoria"

Daniele Montevago, professione bomber. Sogno nel cassetto? Salire di categoria con il Perugia. L’attaccante del Grifo, votato come Miglior biancorosso della stagione, è stato ospite nella redazione centrale del Corriere dell’Umbria, dove è stato accolto dal vicedirettore Federico Sciurpa, dal caposervizio del settore sport, Giorgio Palenga, e dal settore commerciale del quotidiano.

Dopo le foto di rito, con annesse firme delle maglie, il bomber biancorosso è stato premiato da Martina Contini, compagna di Gianluca Ugoberti, il titolare de La Dolce Vita, ristorante pizzeria a San Sisto. Uno degli sponsor del Grifo che, come affermato da Contini “continuerà la partnership anche nella prossima stagione”.

Due annate al Perugia, entrambe in doppia cifra. Un ottimo ruolino di marcia per Montevago che afferma: “L’anno scorso l’arrivo di Faroni ha dato entusiasmo, ma logicamente ogni volta che una società cambia si ricomincia tutti da capo. Nel 2024-25 ho segnato più gol rispetto a questa stagione appena conclusa (15 sigilli contro i 10 del 2025-26, (ndr)) ma il livello del mio gioco nel 2025-26 è stato sicuramente migliore”.

Una stagione travagliata. Ma Montevago e compagni hanno fatto quadrato e hanno portato a casa la salvezza. “Quest’anno è successo quel che è successo - ha affermato il 23enne - Ci siamo ricompattati con l’arrivo di Gaucci, Novellino e Tedesco”.

Montevago ha poi descritto il mister biancorosso, ancora in attesa di conferma per la prossima stagione, come “una persona che ci ha dato tanto entusiasmo. È un simbolo qua a Perugia, ci ha fatto capire che dovevamo iniziare a giocare come sapevamo fare. Con lui la fiducia era a mille”.

La qualità dei singoli in mezzo al campo, specialmente dopo il calciomercato invernale, c’era, e neanche poca. Il problema in alcune occasioni era il fattore mentale, come dimostrato in alcuni frangenti della stagione. “Quando stavamo facendo bene poi arrivavano delle partite no. O sbagliavamo noi o ci diceva sfortuna, questo purtroppo è l’emblema di una stagione altalenante”.

Montevago poi si pone a difesa degli allenatori: “I mister sono sempre sulla graticola. Appena si sbaglia qualcosa sono i primi ad essere accusati, ma quelli che scendono in campo siamo noi giocatori. Quando serve dobbiamo dare tutti di più”.

Il cambio d’allenatore in casa Grifo ha funzionato, visto che Tedesco è riuscito a rimettere in piedi una squadra in netta difficoltà: “Con il suo arrivo giocavo più sereno perché capivo di avere, oltre ai miei compagni, altre persone intorno a me”.

E sul rapporto tra un attaccante e il gol, Montevago ha detto: “Quando non trovo la via della rete mi arrabbio un pochino, ma è logico. Ma ripeto che per me la soddisfazione migliore è aiutare la squadra a giocare bene”.

Ma quali sono gli obiettivi futuri dell’attaccante? “Voglio puntare più in alto possibile con la maglia del Grifo. Poi quello che sarà sarà, ma io mi trovo benissimo a Perugia, fino a quando non sono arrivato a Pian di Massiano non ero mai stato in questa città. Ero già passato per l’Umbria durante il mio periodo al Gubbio (nel 2023-24), ma Perugia è un’altra cosa”.

E per quanto riguarda i suoi punti di riferimento, Montevago non ha dubbi: “All’inizio della carriera volevo essere come Duvan Zapata, che poi ho conosciuto durante il periodo alla Samp. In tanti mi hanno aiutato, tra cui Antonio Candreva, che durante gli allenamenti mi chiamava ‘Lautaro’. Da quel momento il mio punto di riferimento è diventato l’argentino. Segna tantissimo, non ha un fisico dominante come quello di Lukaku ma compensa con tanta cattiveria agonistica”.

Chi gioca a calcio è bombardato costantemente da notizie, informazioni, consigli. Proprio per questo alcuni decidono, durante il loro tempo libero, di staccare totalmente la spina dall’argomento pallone. “Non guardo tante partite - ha affermato l’attaccante biancorosso - Le uniche cose che vedo sono le mie azioni personali nei giorni successivi a un match”.

Partite poche, ma la Champions ha un sapore particolare. Per questo, chiedendo su come dovrebbe giocare un attaccante moderno, Montevago ha una certezza: “Un centravanti adesso deve saper fare tutto. Prendiamo Harry Kane, segna 50 gol a stagione ma fa anche tantissimi assist, oltre a far giocare bene la squadra. Questo secondo me è il prototipo dell’attaccante perfetto”.

Poco prima di concludere, spazio a una domanda. Quale è il tuo gol simbolo a Perugia? Risposta: “Quello contro la Ternana. Lo volevo da tanto, è stato stupendo”.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie