VOLLEY SUPERLEGA
Cvanciger e Gaggini (foto Oreste Testa)
Block Devils al lavoro sotto le volte del palazzetto di Perugia, in vista del rush finale del campionato. Stamattina mercoledì 15 aprile i giocatori si sono sottoposti al controllo con la dottoressa Silvia Santucci, nutrizionista dello staff sanitario del club, per poi spostarsi in sala pesi con il preparatore atletico Sebastian Carotti e sul taraflex per il lavoro a gruppi con la palla. Nel pomeriggio coach Angelo Lorenzetti ha guidato l’allenamento tecnico in campo, quel campo che domenica scorsa è stato lo scenario di gara 3 delle semifinali con Piacenza, una partita intensa e combattuta e vinta dai padroni di casa 3-0, risultato che ha chiuso direttamente in tre gare la serie con la squadra emiliana e traghettato la Sir Susa Scai Perugia direttamente in finale scudetto.
E’ stata la ciliegina sulla torta di una striscia in cui i Block Devils hanno espresso la loro pallavolo a un livello sempre crescente a livello tecnico, aumentando gradualmente la capacità offensiva, e soprattutto riducendo il numero degli errori, in particolar modo in battuta, come sottolinea lo stesso tecnico bianconero: “La partita dal mio punto di vista è stata molto bella, perché loro hanno espresso, a livello di battuta, il migliore delle tre partite, con meno errori, e le battute che sono entrate nella zona di conflitto erano insidiose. Noi siamo andati un po’ in sofferenza, anche con un po’ di difetto di tecnica. Tuttavia, soprattutto nel primo set, si poteva uscire dal set, invece, i ragazzi sono stati presenti e hanno sfruttato al meglio le poche occasioni che hanno avuto per rimontare e quindi c’è stata una presenza costante. Di questo sono contento, soprattutto perché non c’è stato mai allarmismo, in tutta la serie, c’è stata attenzione al gioco. Adesso siamo in finale e spero che continuino con questo stile. Quando sono arrivato ho detto che Perugia doveva essere una ‘cacciatrice di finali’ e penso che questi ragazzi, in questi tre anni, abbiano fatto abbastanza: sono fiero, orgoglioso e grato a questi ragazzi”.
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