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CALCIO SERIE C

Ternana, futuro appeso a un filo: voci sulla società messa in vendita dai Rizzo

Nessuna mossa prima di assemblea dei soci e scadenze federali

Massimo Laureti

07 Aprile 2026, 08:52

Ternana, futuro appeso a un filo: voci sulla società messa in vendita dai Rizzo

Il futuro della Ternana sempre più nebuloso. E per questo appeso a un filo. E quel filo ce l’hanno in mano i Rizzo (nella foto Laura Melis e la figlia Claudia Rizzo) che, stando a quello che sta succedendo, non sanno ancora se lasciarlo andare interrompendo la storia centenaria del club. Oppure tenerlo ben saldo cercare un approdo sicuro alla società che vorrebbero lasciare a qualche altro volenteroso. Nemmeno la Pasqua ha regalato un sorriso ai ternani costretti a discutere di vicende societarie, bilanci, assemblee straordinarie piuttosto che di calcio, come sarebbe nella normalità visto che il calcio resta centrale nelle vicende della Ternana.

CESSIONE

Quasi fosse un fulmine a ciel sereno è arrivata l’indiscrezione (?) che la famiglia Rizzo avrebbe deciso di cedere il club. Novità assoluta? Macché. Già a novembre i Rizzo hanno incontrato imprenditori locali interessati al club con proposte di gestione anche fantasiose. Le successive vicende legate all’ormai storica frase “adesso abbiamo le mani libere” hanno confermato tale linea sostenuta da denunce sparse qua e là alternate a repentini tagli di teste anche di collaboratori (la gran parte apicali) presentati solitamente come uomini di fiducia. La sensazione, poi avvalorata dai fatti, ci dava una proprietà fortemente pentita dall’acquisto “abbiamo dovuto firmare in fretta” venne scritto in un comunicato ufficiale, alla ricerca di una via d’uscita meno dolorosa possibile.

MAI UN PROGETTO

Acquisita la proprietà del club a metà settembre i Rizzo hanno dimostrato nei fatti di non avere mai avuto un progetto in testa se non quello di realizzare la clinica annessa al progetto stadio. Il calcio, affidato prima a Ferrero poi al duo Foresti-Liverani, non è mai stato la stella cometa di un percorso che avrebbe dovuto rigenerare la Ternana riportandola entro canoni economici più consoni alla categoria, nonostante il lavoro di Carlo Mammarella in estate aveva prodotto una forte riduzione del libro paga mensile con una squadra di buona qualità come hanno dimostrato i risultati, seppure altalenanti.

CALCIO DIMENTICATO

Le ultime vicende con un tecnico esordiente (seppure bravo) lasciato da solo a gestire il finale di campionato ed i playoff confermano quanto sia distante il calcio dalla testa della famiglia, eccezion fatta per la presidente Claudia che almeno la presenza agli allenamenti e al campo non l’ha fatta mai mancare. Ma è mancata la serenità da trasmettere al gruppo con pagamenti degli stipendi sempre appesi al filo dell’incertezza, ancora oggi che il campionato sta vivendo il proprio epilogo.

QUALE EPILOGO

La richiesta di posticipare a dopo il 16 aprile la riunione col Comune per andare con una strategia condivisa al confronto con la Regione sul progetto stadio-clinica è un altro indicatore. Nella migliore delle ipotesi racconta di una proprietà che non sa ancora quale strada intraprendere dopo aver incassato la rinuncia dell’avvocato con il quale aveva avviato il percorso giudiziale. Cosa succederà nell’assemblea straordinaria dei soci convocata dall’amministratore unico per il 13 aprile? I Rizzo opteranno per la ricapitalizzazione o passeranno alle procedure concorsuali per gestire l’insolvenza? O cercheranno di vendere il club, ma a chi senza avere certezze riguardo l’unico asset appetibile che era e resta il progetto stadio-clinica recuperabile con una nuova determina e l’intesa preliminare con la Regione? Difficile sposare una delle tre opzioni, come in un derby che può finire 1-X-2. A proposito, il 12 c’è il derby ma sembra che interessi soltanto alla squadra e ai tifosi. E intanto le ipotesi più fantasiose fioriscono. Il bar sport è sempre aperto.

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