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Liam Kerrigan: "Umbria verde come l’Irlanda". L'intervista all'esterno rossoverde: "A Terni la gente mi vuole bene"

Massimo Laureti

02 Aprile 2026, 11:36

Liam Kerrigan: "Umbria verde come l’Irlanda". L'intervista all'esterno rossoverde: "A Terni la gente mi vuole bene"

L'Umbria è una piccola Irlanda, almeno per Liam Kerrigan.

C’è il verde, le colline e anche la maglia che indosso è verde. Si c’è un po’ d’Irlanda ma quei trenta gradi dell’estate sono una sofferenza, non c’ero abituato”.

Però le partite di marzo con la pioggia sono state una manna.Lì sono tornato... un po’ in Irlanda”.

ESORDIO... IN ITALIANO Ride Liam Kerrigan, tipo positivo: così lo descriveva con soddisfazione anche Fabio Liverani.

E’ la mia prima intervista in italiano, spero vada bene”, dice con l’orgoglio di chi è andato a lezione per imparare “perché se non conosci la lingua del Paese dove giochi è tutto più difficile. Però mi aspetta ancora qualche lezione”.

L'approdo in Italia dopo un inizio in Irlanda con lo Sligo Rovers, la squadra della sua città, il passaggio al Como, intermezzo al Beveren poi ritorno in Italia al Novara quindi alla Ternana che potrebbe diventare la destinazione definitiva visto che ne acquisito la titolarità del cartellino. E Terni gli piaceperché è più grande della cittadina dove sono cresciuto ma non è tanto grande, posso girare senza problemi, la gente mi vuole bene, i compagni di squadra mi hanno aiutato tanto soprattutto all’inizio, quando ero infortunato”.

SFORTUNA ALLE SPALLE Un infortunio (lesione del crociato) che probabilmente gli ha negato una chance importante al Como: “Forse senza l’infortunio sarei potuto restare anche in serie B ma poi loro hanno acquistato giocatori importanti, sono cresciuti tanto anche in serie A. Io li seguo ma penso a far bene qui”.

Umbria cuore verde d’Italia, per un irlandese è il posto giusto quindi anche se Liam aspetta la pioggia e un po’ di freddo per aggiungere quella carica che accomuna gli irlandesi agli italiani: “Sono uno che ci mette il cuore. A me piace correre, lottare sul campo e ho visto che i tifosi apprezzano questo mio spirito irlandese”.

LUNGO LA FASCIA Correre tanto ma da esterno di centrocampo, non da terzino “perché ho sempre giocato da quinto, mi piace attaccare e m’impegno in difesa. Da terzino arriverei più difficilmente nell’area avversaria. Io ho una regola fissa in testa: devo chiudere sul secondo palo, sia in attacco che in difesa”. Infatti, in 12 partite ha segnato 3 gol chiudendo sul secondo palo, anche di testa e salvando in un paio di situazioni scabrose nei pressi di D’Alterio. Dopo le difficoltà successive all’infortunio che gli ha tolto un girone intero, Kerrigan è pronto per un finale importante. “Siamo tutti concentrati, lavoriamo molto per chiudere bene il campionato e giocarcela ai playoff e poco importa in quale posizione ci arriveremo. Una partita in più o in meno da giocare non fa differenza”.

ABITUDINI Nel frattempo, però ci sarebbe da cambiare una pessima abitudine: “È vero, mi criticano tutti perché dopo il pasto mi prendo un cappuccino. Però con Mec (Jannet altro irlandese, ndr.) andiamo al ristorante e mangiamo le ciriole, ci piace la cucina ternana”. Un po’ meno la musica imposta da Martella quando la squadra si sposta in pullman: “Lui è il boss, sceglie la musica ma io ho le cuffie e non mi perdo gli U2, Bono Wox. Ragazzi sono irlandese. Anche se a Terni vivo bene”.

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