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L'INTERVISTA

Vicenda Coni, Repace: "Ora serve un presidente"

Il numero 1 del Cru: "Non esistono criticità e non c’è bisogno di tutori". E sull'Italia Under 17 in Umbria: "Grande chance". Previsto l'arrivo di Cristiano Ronaldo al seguito del figlio giocatore del Portogallo

Luca Mercadini

18 Marzo 2026, 16:19

Vicenda Coni, Repace: "Ora serve un presidente"

Lo stato di salute del movimento, i giovani e la pratica sportiva, la violenza sui campi di calcio, le novità dei campionati regionali, l’arrivo della Nazionale italiana Under 17 in Umbria, la questione Coni e l’impiantistica sportiva. Ne abbiamo parlato in un’intervista a tutto campo con Luigi Repace, presidente del Comitato regionale umbro della Lnd.


- Presidente, qual è oggi lo stato di salute del calcio dilettantistico nella nostra regione?

Il movimento dilettantistico regionale è vivo e continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per tante comunità. Le difficoltà che oggi vivono molte società sportive dilettantistiche sono il risultato di un percorso lungo e complesso, segnato da una serie di crisi che negli anni si sono susseguite e stratificate. Già prima della pandemia il sistema faceva i conti con una progressiva riduzione delle risorse, con il venir meno di sponsor locali e con un aumento costante dei costi di gestione. Il periodo pandemico ha poi rappresentato un colpo durissimo: mesi di inattività, campionati interrotti, entrate azzerate e spese che continuavano a gravare sui bilanci hanno messo in seria difficoltà tante realtà, soprattutto quelle più piccole, che svolgono un ruolo sociale fondamentale nei territori. A tutto questo si è aggiunta l’entrata in vigore della riforma dell’ordinamento sportivo, che ha introdotto nuovi obblighi in materia di lavoro sportivo, tutele e adempimenti amministrativi. Si tratta di una riforma importante che ha inciso profondamente su un movimento storicamente fondato sul volontariato. Ho più volte detto ai nostri dirigenti che la legge si rispetta, sempre. Ma su questo tema ho avuto modo di sottolineare più volte che sarebbe stato opportuno soppesare meglio le esigenze alla base della necessità di riforma con quelle che erano le dinamiche volontaristiche che contraddistinguono il nostro mondo. Il rischio è che alcune realtà, soprattutto nei piccoli centri, facciano fatica a sopravvivere. Per questo è fondamentale accompagnare le società in questo percorso di cambiamento, offrendo supporto, formazione e semplificazione, affinché il calcio dilettantistico possa continuare a svolgere il suo ruolo sportivo e sociale sul territorio.

- Ci sono segnali incoraggianti o aspetti che la preoccupano maggiormente?

Accanto alle criticità, vediamo segnali positivi come la ripresa delle attività giovanili e una buona partecipazione ai campionati. La preoccupazione principale resta quella economica: per questo come Comitato cerchiamo di supportare le società con dialogo, servizi e una gestione il più possibile attenta alle loro esigenze.


Giovani e pratica sportiva

- Incentivare i giovani alla pratica sportiva è una delle sfide principali. Come sta lavorando il Comitato in questa direzione?

Il settore giovanile è una priorità assoluta. Stiamo investendo in progetti che favoriscano l’accesso allo sport attraverso la collaborazione con scuole e istituzioni. Il calcio dilettantistico deve essere prima di tutto un ambiente accogliente e formativo e deve porre l’attenzione sul mondo scolastico. Diversi i progetti che sono in essere. Cito “Il calcio va a scuola”, rivolto alle scuole primarie di primo grado, che quest’anno coinvolge ben 54 plessi per un totale di 204 classi, all’interno delle quali vengono organizzati gli incontri con nutrizionisti, psicologi ed istruttori di Scuola Calcio. Così come, da questa stagione sportiva, “Tutte in Campo” rivolge l’attenzione ad oltre 80 giovani ragazze Under 17, insieme alle quali abbiamo avviato un percorso di appuntamenti, a cadenza mensile, finalizzati alla promozione del movimento calcistico tra le ragazze. Anche in questo caso, al calcio giocato abbiamo ritenuto di fondamentale importanza associare momenti di apprendimento didattico in materia di nutrizione e psicologia.


- Quanto conta il ruolo educativo dello sport?

Parliamo di un aspetto fondamentale che deve rappresentare un pilastro in ogni attività che viene posta in essere. Lo sport insegna il rispetto delle regole, degli avversari e delle persone, pone le basi del vivere in gruppo e dell’accettazione degli altri. Il nostro obiettivo non può essere solo quello di formare calciatori, ma quello di plasmare la società del domani. Per questo il calcio dilettantistico deve continuare a essere un presidio educativo sul territorio. E non è un caso che ogni iniziativa che organizziamo associ sempre un approccio didattico alla pratica motoria e sportiva.

Violenza sui campi

- Negli ultimi mesi si sono verificati episodi di violenza sui campi. Qual è la posizione della LND?

La nostra posizione è di ferma e totale condanna. La violenza non ha nulla a che vedere con lo sport e non può essere tollerata in nessuna forma, né verbale né fisica. Sono certo che questa sia anche la convinzione di tutti i nostri dirigenti di società, e posso garantire sul costante impegno che tutti loro pongono in essere quotidianamente per azzerare tali accadimenti. In Sardegna e Calabria ci sono stati due episodi gravissimi: noi non siamo per il blocco dei campionati, vanno punite le squadre che sbagliano, non le altre che nulla hanno fatto. Dobbiamo migliorare la cultura sportiva.

- Quali strumenti avete per contrastare questi comportamenti?

Oltre agli aspetti disciplinari, sui quali non esprimo mai alcun tipo di commento nella ferma convinzione della necessaria indipendenza ed autonomia che deve contraddistinguere l’operato di chi è chiamato a giudicare le condotte altrui, bisogna lavorare in maniera costante sulla prevenzione, sul dialogo e sulla responsabilizzazione di tutti gli attori del nostro mondo. Serve un cambio culturale che coinvolga dirigenti, calciatori, tecnici e spettatori. Le gare dei nostri campionati e tornei non possono essere una valvola di sfogo delle tensioni che quotidianamente possono essere accumulate. Al campo bisogna andare per tifare, per applaudire alle belle giocate e sostenere i ragazzi che lavorano duramente per tutta la settimana. Proprio di recente, in collaborazione con l’Associazione Calcio Fair Play ed Anci Umbria, abbiamo organizzato l’iniziativa denominata “La partita applaudita”. Agli spettatori presenti, in occasione di 24 gare (e 48 squadre coinvolte) dei nostri campionati giovanili, è stato richiesto di partecipare solo con applausi e solo con l’incitamento nei confronti dei giovani atleti impegnati in campo. Ripeteremo questa iniziativa estendendola ad altri campionati. Il proposito è quello di poter parlare sempre e solo di partite applaudite.


Campionati regionali

- Situazione Fanello?


E’ evidente che la rinuncia di una società ad un campionato comporti necessariamente delle conseguenze per l’intera competizione. Tuttavia, ritengo di poter sostenere con convinzione che si sia trattato di una decisione sofferta da parte della società. Sicuramente ha rappresentato una sconfitta per chi, ad inizio stagione, con tanto entusiasmo e passione ha inteso iscriversi al campionato. Non credo di poter esprimere giudizi di merito in quanto sono certo che i primi ad essere stati dispiaciuti siano proprio i dirigenti del Fanello.
- Fuoriquota: prossimo anno che si fa?
La Lega Nazionale Dilettanti, nell’ultimo Consiglio Direttivo, ha deliberato che nei campionati di Eccellenza e Promozione della stagione sportiva 2026/2027 le società abbiano l’obbligo di utilizzare un calciatore nato dall’1.1.2007 ed un calciatore nato dall’1.1.2008. Questo rappresenta, quindi, un punto di partenza. Come sempre, del resto, condivideremo con le nostre società tutte le strategie più idonee a favorire la partecipazione dei ragazzi nei nostri campionati di vertice. È noto, e chiunque potrà confermarlo, che il Comitato Regionale Umbria condivide sempre con le società tutte le scelte ed anche questa volta sarà così.

- Previsione sul Torneo delle Regioni?

Il Torneo delle Regioni rappresenta una vetrina per i nostri giovani ed un importante momento di aggregazione e condivisione con le altre realtà regionali. Il risultato sportivo passa quasi in secondo piano quando si parla di una competizione che consente a tanti ragazzi di entrare in contatto con altre realtà. È evidente che a me, come a tutti, piacerebbe tornare a casa con tutte le nostre Rappresentative prime classificate nelle categorie di competenza. Ma quello che il Consiglio Direttivo del C.R. Umbria chiede agli staff ed ai ragazzi è la priorità assoluta all’aspetto comportamentale. Il più bel premio che mi aspetto di vincere è quello del fair play. Poi ben vengano le vittorie ed i trofei. Come sempre non partiamo sconfitti, andremo al Torneo delle Regioni convinti delle nostre potenzialità e giocheremo al massimo delle nostre opportunità. Sarò sicuramente il primo ad emozionarmi se… non voglio dirlo! Vedremo cosa ci dirà il campo! L’augurio principale che rivolgo ai ragazzi che avranno l’onere e l’onore di rappresentare l’Umbria è quello di vivere emozioni che porteranno per sempre nel proprio bagaglio di ricordi.

- Torneo della pace si fa?

Il Torneo della Pace è diventato un appuntamento fisso nel calendario delle attività del Comitato Regionale Umbria ed è giunto ormai all’undicesima edizione per la competizione maschile ed alla quarta per quella femminile. Siamo onorati che la Lega Nazionale Dilettanti abbia deciso di concederci il piacere e l’onore di organizzarlo e come sempre profonderemo il massimo impegno per far si che i nostri ospiti possano vivere momenti indimenticabili di calcio, cultura ed integrazione. Senza dimenticare che si tratta di un significativo strumento di promozione del calcio giovanile e del territorio umbro. L’indotto turistico che genera una competizione giovanile così consolidata non può lasciare indifferenti le istituzioni. Lo sport e la cultura non hanno colore e non hanno appartenenza politica e devo riconoscere che la Regione Umbria, fin dai primi anni, ha ben compreso il valore che il Torneo della Pace ha rappresentato e continuerà a rappresentare in termini di promozione del nostro territorio. Per questa edizione, peraltro, avremo l’onore di ospitare una squadra Ucraina. Inutile sottolineare, in questo particolare momento storico, la valenza che può avere la partecipazione di questa squadra al Torneo della Pace. Oltre a ciò, anche quest’anno parteciperà una compagine cinese. E la nostra rappresentativa Under 16 a giugno sarà proprio in Cina.

- Soddisfazione di aver fatto due finali di Coppa al Curi e al Liberati quest’anno?

Siamo sicuramente contenti di aver regalato alle finaliste l’emozione di calcare questi due palcoscenici. Colgo l’occasione per rivolgere il mio più sentito ringraziamento alle istituzioni ed alle forze dell’ordine che ci hanno supportato al meglio. Allo stesso modo, ringrazio le amministrazioni, il Perugia Calcio e la Ternana Calcio per la disponibilità e collaborazione dimostrate.


- Nella prossima stagione è pensabile tornare a un anticipo fisso al sabato in ogni campionato? Più incassi per le società e più visibilità.

Come ho avuto già modo di dire, tutte le decisioni prese dal Comitato Regionale Umbria passano per una ampia condivisione con le società. Quella degli anticipi al sabato potrebbe essere una buonissima idea in un’ottica di visibilità e di avvicinamento del pubblico. Idea sicuramente percorribile nella misura in cui le società siano concordi nel porla in essere. Dal nostro punto di vista, purchè vi sia parità di trattamento per tutte le società e venga garantita la regolarità dei campionati, è sicuramente attuabile.


Gli azzurri in Umbria

- Il cammino della Nazionale Under 17 verso la fase finale dell’Europeo di categoria passerà dalla nostra regione.


“Ospiteremo il Gruppo A2 della Lega A del secondo turno delle qualificazioni europee, che vedrà gli azzurrini di Daniele Franceschini affrontare i pari età di Islanda, Romania e il Portogallo, campione d’Europa in carica. L’Italia esordirà nel mini-torneo mercoledì 25 marzo (ore 15) allo stadio ‘Pietro Barbetti’ di Gubbio contro i lusitani, prima di affrontare gli islandesi e i rumeni rispettivamente sabato 28 marzo (ore 15) allo stadio ‘Renato Curi’ di Perugia e martedì 31 marzo (ore 18), nuovamente a Gubbio. Le altre partite del girone – fatta eccezione per Portogallo-Islanda del 31 marzo (ore 18), che si giocherà a Perugia –, che sono nell’ordine Islanda-Romania del 25 marzo (ore 12) e Portogallo-Romania del 28 marzo (ore 12), andranno in scena allo stadio ‘Carlo Angelo Luzi’ di Gualdo Tadino, in provincia di Perugia. In palio non soltanto un posto per la final eight del prossimo campionato europeo, al quale accederanno solamente le vincitrici dei sette gironi di qualificazione, che raggiungeranno l’Estonia, paese ospitante, ma anche il pass per il prossimo Mondiale Under 17”. Nel Portogallo gioca Ronaldo junior ed è annunciata in Umbria anche la presenza del padre (ndr).


Vicenda Coni

- Repace alla guida del CONI Umbria?

Mi viene da sorridere quando sento questa cosa. Ho più volte espresso la mia non disponibilità per il CONI. Anche di recente, in occasione di una trasmissione televisiva, l’ho ribadito ufficialmente. E sono contento di ricevere questa domanda per potere nuovamente affermare che no, Luigi Repace non sarà candidato alla presidenza del CONI Umbria.

- L’Umbria dopo Forcignanò; adesso c’è il Commissario Giubilei.


Le vicende che hanno riguardato la presidenza Forcignanò possono considerarsi ormai superate. Si è trattato di una fase in cui la consueta strategia condivisa tra CONI, Federazioni ed Enti non è stata tenuta nella dovuta considerazione. Solo per questo motivo la Giunta ha ritenuto opportuno voltare pagina. Non vi sono altre motivazioni. Oggi il Commissario Straordinario, dopo aver portato avanti le attività di sua competenza ed aver normalizzato le scadenze, ha davanti a sé il compito più importante: indire quanto prima le elezioni per l’individuazione del nuovo Presidente. Non esistono criticità: non vi sono ammanchi economici né disagi gestionali o amministrativi. Vi è soltanto la necessità di restituire all’Umbria la piena dignità che un regime commissariale prolungato rischia inevitabilmente di mettere in discussione. Ho avuto modo di confrontarmi anche con le istituzioni regionali sul tema, riscontrando una totale condivisione in merito. Le istituzioni, negli anni, sono sempre state vicine allo sport, con il CONI che rappresentava tutti e serve solo un Presidente che sappia rappresentare il movimento in piena sintonia con i tanti soggetti che, in maniera egregia, negli anni hanno avuto modo di dimostrare perché sono alla guida dei rispettivi ambiti sportivi. Sento parlare di programmazione e di visione per il futuro: giustissimo. Questo è il compito che dovranno svolgere il prossimo Presidente e la sua Giunta, non altri. Non abbiamo bisogno di guide, di tutori o di maestri… I Presidenti Regionali delle Federazioni e gli Enti di Promozione Sportiva sanno portare avanti il proprio lavoro senza che nessuno debba indicare loro come fare. Hanno storia e competenze, sanno perfettamente come svolgerlo e non hanno bisogno che qualcuno venga a spiegargli come farlo. Qualcuno dimentica che, fino a ieri, alla guida del CONI abbiamo avuto l’onore di avere una persona del calibro umano, sportivo e politico di Domenica Ignozza, che portava avanti il Comitato tenendo ben presenti i principi di unità, coesione e limpidezza intellettuale. Il movimento sportivo regionale ha il diritto di esprimere la propria preferenza, attraverso un processo democratico, tra tutti coloro che riterranno di poter rappresentare al meglio lo sport umbro.


- Chi potrà guidare quindi il CONI Umbria?

Non è importante, ora, fare nomi o giocare ad individuare soggetti tanto per.
Quel che conta è ristabilire una rappresentatività democratica che sia espressione delle Federazioni e degli Enti di Promozione, delle migliaia di appassionati di sport che dipendono dalle nostre scelte e decisioni.
Il movimento sportivo umbro saprà sicuramente individuare, in trasparenza, democrazia e nella massima serenità, una guida solida e rappresentativa.

Impianti non idonei

- Impiantistica sportiva: la situazione della nostra regione?

È un argomento che mi sta decisamente a cuore e che parte dalla necessità di dover prendere piena coscienza di due tematiche fondamentali.
Da un lato la necessità di garantire ambienti salubri all’interno dei quali i nostri giovani possano praticare l’attività sportiva.
Dall’altro quella di sfruttare la qualità dell’impiantistica per attrarre manifestazioni sportive nazionali ed internazionali, promuovendo l’afflusso turistico sportivo dell’Umbria.
Detto questo, è evidente che le varie amministrazioni debbano guardare (e hanno detto che lo faranno) in prospettiva ed investire sui nostri campi. Considerando inoltre i grandi sforzi che i nostri dirigenti mettono in campo per portare avanti una missione che assume un connotato sociale rilevante.
Non possiamo pensare di continuare a pesare esclusivamente sulle società sportive. È necessaria una programmazione che consenta, nel giro di qualche anno, di riportare i nostri impianti ai fasti di un ventennio fa, quando l’Umbria era invidiata da tutta Italia per i campi da calcio.

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