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CALCIO SERIE C

Gubbio, prima il Curi poi lo scalpo del Liberati dopo 38 anni

Due vittorie in trasferta nei derby della stessa stagione: mai successo prima

Luca Mercadini

09 Marzo 2026, 20:42

Gubbio, prima il Curi poi lo scalpo del Liberati dopo 38 anni

C’è un vento rossoblù che soffia forte sull’Umbria. Non è una raffica improvvisa, non è fortuna di calendario: è il Gubbio che ha deciso di prendersi la scena, di graffiare la stagione e di riscrivere pezzi di storia che sembravano intoccabili.

Prima Perugia, poi Terni. Due trasferte, due derby, due vittorie. Mai successo prima. A Perugia il colpo era già stato pesantissimo: 1-0, una vittoria che mancava da sempre. Tabù cancellato con un tratto deciso, quasi rabbioso. Ma quello era solo l’antipasto. A Terni domenica è arrivata la notte che entra negli archivi. Vittoria sul campo dei rossoverdi, un derby che il Gubbio non conquistava da 38 anni. L’ultima volta (1988) era un’altra epoca, un altro calcio: il Gubbio di Massimo Cacciatori, la Ternana di Vincenzo D'Amico, nomi che avevano fatto la gloria della Lazio in Serie A. Finì 4-1 per i rossoblù: tripletta di Zoppis e gol di Cocciari. Da allora, silenzio. Fino a oggi.

Ma il momento d’oro non nasce per caso. Nasce da un girone di ritorno feroce, costruito con pazienza e nervi saldi. E i numeri raccontano più di mille parole: 7 vittorie nelle ultime 11 partite, solo 2 sconfitte. Una squadra che ha trasformato l’inverno in una rincorsa continua. E pensare che tutto rischiava di crollare prima di Natale. La sconfitta di Pineto aveva aperto una crepa pericolosa. La panchina di Domenico Di Carlo scricchiolava, l’ombra dell’esonero si allungava sui corridoi del club.

Poi la svolta. Il Gubbio ha resistito. Ha stretto i denti. Sono tornati gli infortunati e dal mercato è arrivato un innesto che ha cambiato gli equilibri: Ivan Varone. Non è solo un centrocampista. È una cerniera. Difende, cuce il gioco, si inserisce, sporca le linee avversarie. È il giocatore che tiene insieme i reparti, quello che permette alla squadra di essere corta e feroce quando serve.

Ma se il Gubbio oggi vola, lo deve soprattutto a una difesa che è diventata un manifesto: 19 gol subiti in campionato. Nel girone B di Serie C fanno meglio solo Arezzo e Ascoli. Tutte le altre inseguono. È da lì che nasce tutto: solidità, cinismo, capacità di restare dentro le partite anche quando il gioco si sporca.

E poi c’è l’uomo dei gol pesanti, c’è chi le partite le decide. Tommaso Ghirardello sta vivendo il suo momento. Tre gol in poche settimane. Tre reti che hanno portato nove punti. Gol da attaccante vero: quelli che arrivano quando la partita si incaglia, quando serve qualcuno che la spinga oltre. Con lui i tanti giovani di valore che i club di serie A continuano a portare in Umbria certi di una valorizzazione puntuale, anno dopo anno.

Vincere a Perugia per il Gubbio era già storia. Vincere anche a Terni è qualcosa di più. È un segnale. Alla classifica, agli avversari, forse anche al campionato che deve scegliere la quarta forza in vista playoff. Il Gubbio non è più una squadra che prova a restare a galla. È una squadra che entra nei derby e li prende a morsi. E quando succede due volte nella stessa stagione, lontano da casa, significa che qualcosa è cambiato davvero. Il Gubbio adesso non si limita più a sognare. Sta imparando a far paura. Ascoli e Ravenna, le prossime illustri avversarie, sono avvisate.

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