SPORT
Sei Nazioni - Italia vs Inghilterra (foto LaPresse)
Roma, Stadio Olimpico, 70 mila spettatori, 25 mila sono inglesi. Trentadue sconfitte sono un macigno. Un numero che pesa come una maledizione, come una statistica che negli anni aveva trasformato ogni sfida tra Italia e Inghilterra in un copione già scritto. Ma nel rugby, come nella vita, arriva sempre il momento in cui qualcuno strappa il foglio e cambia la storia. E questa volta quel qualcuno è l’Italia. Il tabellone dell’Olimpico segna 23-18. Non è solo un punteggio: è una liberazione. È la fine di una serie che sembrava infinita. Dopo 32 sconfitte contro l’Inghilterra, gli Azzurri finalmente alzano la testa e si prendono una vittoria che ha il sapore dell’impresa e il rumore di uno stadio incredulo. Per anni l’Inghilterra è stata l’esame impossibile del rugby italiano: più fisica, più profonda, più abituata a vincere. L’Italia spesso dignitosa, a tratti coraggiosa, quasi sempre battuta. Ma stavolta il copione si è ribellato.

(Foto LaPresse)
All’Olimpico non si è vista una squadra rassegnata a difendere con orgoglio e perdere con onore. Si è vista una squadra affamata. Giovane e forte. Placcaggi feroci, mischie che non arretrano, calci che pesano come macigni sul tabellone. E soprattutto una cosa che per troppo tempo era mancata contro i bianchi della Rosa: la convinzione. Quella che ha inculcato il ct argentino Quesada. Quando l’Inghilterra ha provato a fare l’Inghilterra — pressione, possesso, arroganza tecnica — l’Italia non si è sciolta. Ha stretto i denti. Ha risposto colpo su colpo. E quando la partita ha iniziato a oscillare sul filo della tensione, la meta — quella parola che nel rugby vale più di mille retoriche — ha finalmente deciso di sorridere agli azzurri.

(Foto LaPresse)
Non è solo una vittoria. È uno spartiacque. Perché il rugby italiano per anni ha vissuto nella terra di mezzo: troppo forte per essere comparsa, troppo fragile per sedersi davvero al tavolo dei grandi. Battere l’Inghilterra, dopo una striscia di 32 sconfitte, significa rompere una barriera mentale prima ancora che tecnica. All’Olimpico non è caduta solo l’Inghilterra. È caduto un complesso di inferiorità. E mentre il pubblico romano si alza in piedi e applaude, resta una sensazione nuova, quasi insolita per il rugby azzurro: quella di aver scritto una pagina che non chiede più indulgenza, ma rispetto. Trentadue sconfitte appartengono al passato. Da sabato sera, la storia ha cambiato direzione e solo gli All Blacks restano da battere. Sabato a Cardiff c’è il Galles: 3 vittorie in 26 anni di Sei Nazioni non è mai accaduto. Ma ora tutto è possibile.

(Foto LaPresse)
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