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Se parliamo di quadruplo Axel, parliamo di Ilia Malinin e, se parliamo di lui, facciamo inevitabilmente riferimento al pattinaggio di figura, una delle discipline più affascinanti del pattinaggio artistico. Alle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, stiamo assistendo a salti che a noi appaiono tutti straordinari, uno più impressionante dell’altro. Eppure non sempre è così. Ma la giuria come fa a valutarli? Quali sono i criteri utilizzati? Ecco una mini guida che potrebbe aiutare a guardare questa disciplina con un occhio più tecnico.
Le giurie
La giuria si dispone a bordo pista, in posizione laterale rispetto al campo di gara, con visuale diretta sull’intera superficie del ghiaccio. È bene sapere che, per il pattinaggio alle Olimpiadi Milano Cortina, la giuria è composta da due pannelli: quello tecnico e quello dei giudici. Il pannello dei giudici è composto da 9 esperti (selezionati e nominati dall’International Skating Union: Isu), che assegnano un punteggio artistico agli elementi eseguiti dall’atleta durante l’esecuzione del suo programma, e da un arbitro (referee), che controlla il loro operato e garantisce che le regole vengano applicate correttamente. I giudici assegnano i punteggi sulla base di questi cinque elementi: qualità della pattinata, transizioni, esecuzione, coreografia e interpretazione della musica. Durante la produzione dei punteggi finali, il sistema Isu elimina automaticamente il punteggio più alto e quello più basso per ciascun elemento, e poi calcola la media dei restanti valori per mitigare eventuali estremi o bias (valutazioni eccessivamente favorevoli o penalizzanti). Il pannello tecnico valuta quali e quante combinazioni tecniche sono risultate valide e qual è il livello attribuito a ciascun elemento. Come fa la giuria a capire se quel triplo Axel che a noi è sembrato perfetto in realtà è un quadruplo salto fallito? Prima della competizione gli atleti depositano il file musicale e il loro “Planned Program Content (Ppc)”, cioè l’elenco degli elementi tecnici che intendono eseguire (salti, combinazioni, trottole, sequenze): sulla base di questo, è in grado di valutare cosa è stato eseguito e in che modo.
I salti
I salti sono suddivisi in tre momenti: preparazione, stacco e atterraggio.
Preparazione: Durante la preparazione al salto, il pattinatore deve avere una buona velocità: non deve sembrare né troppo lento né “lanciato”. Deve muoversi sul filo della lama corretto (interno o esterno), evitando oscillazioni che potrebbero portare a una penalità. In questa fase è necessario che il busto, le spalle e le anche siano ben allineati prima del salto, perché se il corpo è inclinato o sbilanciato il salto rischia di uscire storto o di perdere rotazione.
Stacco: Lo stacco deve essere eseguito senza “grattare” il ghiaccio: netto e potente. Gli errori più gravi sono lo stacco piatto (quando la lama non entra correttamente sul filo ma risulta piatta), il doppio appoggio involontario e, ovviamente, la perdita di equilibrio.
Rotazione in aria: La rotazione in aria deve avvenire con le braccia chiuse vicino al busto. L’asse deve rimanere verticale (cioè il corpo deve ruotare in linea retta senza inclinarsi lateralmente) e deve essere completata prima dell’atterraggio. Il quadruplo Axel deve essere completato interamente in volo, prima che la lama tocchi il ghiaccio. L’errore più penalizzante è la rotazione incompleta.
Atterraggio: L’atterraggio deve essere eseguito sul filo esterno posteriore. Vietato cadere, vietato fare passi aggiuntivi o appoggiarsi con una mano. Le tipologie di salti sono sei e si suddividono in due categorie in base alla fase di slancio, che può avvenire sul filo della lama (Rittberger, Axel e Salchow) oppure dalla punta (Toe Loop, Flip e Lutz). Il loro valore dipende dal numero di rotazioni effettuate: per questo si parla di salto semplice (un giro), doppio, triplo e quadruplo. L’Axel, di cui abbiamo sentito parlare in questi giorni, è il salto più difficile perché parte in avanti e richiede una rotazione extra. Dopo Axel Paulsen, che lo eseguì per la prima volta nel 1882 (da cui il salto ha preso il nome), il pattinatore che è riuscito a replicare l’impresa a livello moderno è stato lo statunitense Ilia Malinin, con il suo quadruplo salto allo U.S. Classic International del 2022. Per le Olimpiadi invernali Milano Cortina il pattinatore non è riuscito ad eseguire il suo quadruplo Axel, ma ha stupito ugualmente (tanto da far mettere le amni nei cappelli a Novak Djokovic c), eseguendo un backflip (salto mortale all’indietro): una figura spettacolare bandita dall’Isu nel 1976, dopo che l’americano Terry Kubicka lo eseguì alle Olimpiadi di Innsbruck, e riammessa nel 2024 pur non avendo valore tecnico, ma puramente coreografico.
Le trottole
Le trottole, o spins, sono quei momenti in cui il pattinatore, raccogliendosi su se stesso, sembra trasformarsi in una spirale perfetta sul ghiaccio. Ci sono tre varianti: trottola verticale (upright spin), in cui il corpo resta in posizione eretta; trottola seduta (sit spin), in cui il pattinatore è quasi seduto perché scende con la gamba di appoggio piegata; trottola angelo (camel spin), eseguita con il busto inclinato in avanti e la gamba libera che si estende all’indietro, creando una linea orizzontale. Una trottola, per essere definita “bella”, deve avere:
Centratura (centering): deve ruotare su un punto stabile.
Velocità costante o crescente: più è veloce e controllata, più è efficace.
Posizione chiara e definita: le linee del corpo devono essere nette e riconoscibili.
Ingresso e uscita puliti: senza oscillazioni o perdita di equilibrio.
L’errore più grave e penalizzante è la perdita di equilibrio (la trottola non ha più un centro fisso) e la perdita di velocità, che riduce il numero di rotazioni. Vengono valutati negativamente anche ingressi sbilanciati, cambio di piede instabile e, ovviamente, la caduta (–1 punto sottratto automaticamente dal sistema).
I passi
Quello dei passi è il momento in cui si vede l’atleta davvero pattinare, e può farlo con i cambi di direzione e con le curve sul filo (esterno e interno). Una sequenza di passi ben fatta deve contenere cambi chiari di filo, rotazioni in entrambe le direzioni e utilizzo dell’intera pista.
La tecnologia
Per le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, il pattinaggio artistico introduce innovazioni tecniche rivoluzionarie grazie al sistema di judging digitale Isu, potenziato dall'AI. Le arene di Mediolanum Forum (Milano) e Palavelodromo (Cortina d’Ampezzo) sono state attrezzate con telecamere 3D ad alta velocità e sensori sul ghiaccio, che tracciano in tempo reale e con precisione millimetrica parametri come l'asse di rotazione, la velocità di stacco e la centratura delle trottole. Questo "ice vision system", testato proprio per eventi come il backflip di Malinin, riduce i bias umani fornendo dati oggettivi ai pannelli tecnici. Risultato? Punteggi più trasparenti e veloci, con replay istantanei per il pubblico sugli schermi giganti, rendendo ogni salto un'analisi live da esperti.
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