PERUGIA
Doveva aumentare i cavalli nel motore del Grifo, in realtà il mercato invernale biancorosso non ha ancora prodotto gli effetti sperati. C’è una ragione legata al tempo di adattamento e un’altra dettata dalla condizione fisica. Sono sempre delicatissime le rivoluzioni di gennaio, per le difficoltà della società di operare in un contesto “saturo” e per le difficoltà dell’allenatore di ridisegnare la squadra in tempi stretti.
Ecco perché il turno di riposo che tocca al Perugia nel weekend (per l’esclusione del Rimini), con relative due settimane di lavoro piene prima della gara interna del 28 febbraio con il Pineto, sono determinanti per il rinnovato staff di Giovanni Tedesco per trovare la quadra sul piano tattico e portare gli ultimi arrivati, a livello atletico, sulla linea dei compagni. Il primo rinforzo nel 2026 a Pian di Massiano, e non a caso anche il giocatore che è apparso subito in palla, è stato Alessio Nepi.
Il centravanti all’esordio con il Bra, da subentrato, ha segnato nel recupero per salvare il Grifo (1-1) dalla sconfitta. A seguire due maglie da titolare nei ko con Gubbio e Ascoli e poi meno spazio, e solo in corsa, con la seconda rete siglata nella sconfitta di Piancastagnaio. Nepi è arrivato a Perugia con un bagaglio di 6 reti siglate a Trapani (in 20 gare), Tedesco l’ha sacrificato molto nel 4-2-3-1 vista la condizione top di Montevago, ma adesso sembra deciso a sfruttarne maggiormente le potenzialità in area di rigore e anche per questo appare probabile il ritorno al 4-3-1-2 che ha condito la prima parte dell’avventura in panchina dell’ex capitano.
Ma ora con un’evoluzione “pesante” come base di partenza e quindi l’accoppiata Nepi-Montevago in avanti. Anche Luigi Canotto ha avuto un buon impatto, è andato a segno nel successo in casa della Samb, ma ha ancora una condizione non ottimale: l’autonomia non ha mai superato l’ora di gioco nelle 4 gare disputate e nell’ultima uscita con il Carpi è apparso in riserva. Resta elemento centrale per alzare il tasso tecnico biancorosso è con il ritorno all’antico può confermarsi seconda punta o diventare trequartista. Non ha ancora trovato la propria dimensione Dan Bolsius che, arrivato dal Sorrento, in 4 partite ha mostrato sprazzi di vivacità e una buona gamba in mezzo a diverse lacune.
Da rivedere anche il perugino Diego Stramaccioni, titolare nell’ultima come terzino sinistro. La “prima” di Riccardo Ladinetti a San Benedetto del Tronto sembrava aver fatto trovare al Perugia la luce che mancava a centrocampo, poi l’ex Pontedera è andato in debito d’ossigeno, probabilmente per la sostanziale mancanza di partite vere tra dicembre e gennaio. Determinante può diventare la crescita del nuovo metronomo biancorosso, come determinante sarà l’arrivo del vero Valerio Verre, gettato nella mischia a 8 mesi dall’ultima gara ufficiale con il Palermo, nello scorso campionato di Serie B, e inevitabilmente in difficoltà. Ma il trequartista romano ha vissuto la sua stagione più prolifica proprio come vertice alto del rombo del 4-3-1-2 e proprio nel Perugia (con Nesta). Molto della salvezza del Grifo passa dalla qualità di Verre, il necessario sacrificio di Manzari (come probabile mezzala) e “una corsa in più” per il compagno di tutti gli uomini di Tedesco.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy