Moto
A Philip Island per Danilo Petrucci i primi veri test attendibili in sella alla BMW. In precedenza infatti erano stati pochi i giri percorsi in Spagna e Portogallo a causa del maltempo. Il responso non è stato molto confortante e ci sarà molto da lavorare nel box della casa tedesca per consentire a Petrux di essere competitivo nel primo round del Mondiale 2026 della Superbike, che si disputerà in questo weekend.
Il ternano ha fatto registrare il 12esimo tempo staccato di quasi un secondo e tre decimi da Nicolò Bulega, che ha portato in pista la nuova Ducati. Ha fatto meglio anche il compagno di scuderia, il portoghese Miguel Oliveira, che ha chiuso settimo. Alle spalle di Bulega, favorito per il titolo iridato, si sono classificati Sam Lowes a quasi 7 decimi con la Ducati privata del team ELF Marc VDS e Lorenzo Baldassarri in sella alla Ducati del team GoEleven.
La prima giornata di test non è stata un granché per Danilo, che però è stato confortato dalle prestazioni di ieri, mostrandosi come al solito positivo: “E' stato bello scendere in pista con il bel tempo. Il percorso è stato lungo, perché questa moto è molto buona ma anche molto diversa da quella a cui ero abituato. All'inizio sono stato un po' in difficoltà, poi passo dopo passo ci stiamo avvicinando e non siamo lontani dalla top five. È vero, non la conosco ancora bene, mi serve un po' di tempo. Con la mia stazza ho sempre bisogno di qualcosa di diverso, magari uno o due giorni in più per sistemare la geometria. Ma sono fiducioso. Useremo questa gara come un test: sono contento, anche se non soddisfatto perché non siamo neanche al 50% del potenziale.”
Il ternano ha iniziato a comprendere i punti di forza della M1000 RR, individuandoli soprattutto nelle staccate violente: “È una moto molto stabile, eccezionale in frenata. L'erogazione aiuta tantissimo: da fuori sembrava urlare come una Formula 1, ma in realtà quando la guidi la potenza è fluida e dolce, e questo ti permette di frenare forte. È una moto fatta per staccare duro, girare e accelerare. Qui ci sono solo due punti dove si frena davvero forte; il resto sono curve lunghe e veloci. E proprio lì al momento faccio più fatica. Non sento la moto girare come vorrei nelle curve lunghe. Servono tanta capacità di inserimento e tanta forza per farla chiudere, e al momento non riesco a godermi questo tipo di curva.”
È molto realistico alla fine Petrux: “Non puntiamo al podio. Il target è essere costanti, sicuri e raccogliere più punti possibile”.
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