LA STORIA
Il SuperG, abbreviazione di Super Gigante, è la più giovane tra le discipline veloci dello sci alpino. Nato dall’esigenza di creare una specialità intermedia tra la discesa libera e lo slalom gigante, il SuperG ha trovato nel corso degli anni una propria identità tecnica e spettacolare, diventando una delle gare più affascinanti del calendario internazionale.
La nascita del SuperG
L’idea di introdurre una disciplina che unisse la velocità della discesa alla componente tecnica del gigante maturò alla fine degli anni Settanta, in un periodo di grande evoluzione per lo sci alpino. La Federazione Internazionale Sci (FIS) ufficializzò la nuova specialità all’inizio degli anni Ottanta.
Il debutto in Coppa del Mondo avvenne nella stagione 1982-1983. La prima gara maschile si disputò il 12 dicembre 1982 in Val Gardena, su una delle piste simbolo della velocità mondiale. Poche settimane dopo toccò al circuito femminile, con la prima prova andata in scena nel gennaio 1983 a Verbier. Il SuperG si presentò subito come una disciplina innovativa: una sola manche, tracciato lungo e veloce, ma con porte più tecniche rispetto alla discesa libera.
Il primo Mondiale
Dopo l’ingresso stabile in Coppa del Mondo, il SuperG venne inserito nel programma dei Campionati del Mondo nel 1987, a Crans-Montana, in Svizzera. Fu un passaggio fondamentale per la legittimazione internazionale della disciplina. In quell’edizione il titolo maschile fu conquistato da Pirmin Zurbriggen, uno degli sciatori simbolo di quegli anni, mentre al femminile vinse Maria Walliser, confermando la supremazia svizzera nella velocità.
L’ingresso nel programma iridato sancì definitivamente il ruolo del SuperG tra le specialità ufficiali dello sci alpino.
Il debutto olimpico
Il passo successivo fu l’approdo alle Olimpiadi. Il SuperG fece il suo esordio ai Giochi invernali di Calgary 1988, entrando così nel massimo palcoscenico sportivo mondiale. Anche in quell’occasione furono gli atleti svizzeri a lasciare il segno: Pirmin Zurbriggen conquistò l’oro maschile, mentre Sigrid Wolf si impose nella gara femminile.
Da allora il SuperG è sempre stato presente nel programma olimpico, consolidando il proprio prestigio e diventando una delle gare più attese di ogni edizione dei Giochi.
Le differenze tra SuperG, discesa e gigante
Il SuperG si colloca tecnicamente tra la discesa libera e lo slalom gigante, ma presenta caratteristiche ben precise.
La discesa libera è la disciplina più veloce dello sci alpino. Le piste sono lunghe, con salti, curve ampie e velocità che possono superare i 130 km/h. Gli atleti effettuano diverse prove cronometrate nei giorni precedenti la gara, così da conoscere perfettamente il tracciato.
Lo slalom gigante, invece, è una disciplina più tecnica. Si disputa su due manche e prevede porte più ravvicinate rispetto alle prove veloci. Le velocità sono inferiori rispetto alla discesa, ma richiedono precisione, ritmo e continuità di curva.
Il SuperG rappresenta un equilibrio tra questi due mondi. Si disputa in un’unica manche, come la discesa, ma senza prove ufficiali cronometrate nei giorni precedenti: gli atleti possono solo ispezionare la pista. Le velocità sono elevate, generalmente inferiori alla discesa ma superiori al gigante, e il tracciato impone cambi di direzione più marcati rispetto alla discesa libera. Servono quindi coraggio, capacità di lettura immediata del percorso e grande tecnica.
Proprio questa combinazione di velocità e precisione ha reso il SuperG una disciplina spettacolare e imprevedibile, capace di premiare sciatori completi, in grado di unire potenza, sensibilità e intelligenza tattica. In poco più di quarant’anni di storia, il SuperG è passato da novità sperimentale a colonna portante dello sci alpino mondiale.
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