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CALCIO ECCELLENZA

Gara a porte chiuse e multa al Pierantonio: una mazzata sul club biancazzurro

Tommaso Ricci

05 Febbraio 2026, 11:44

Gara a porte chiuse e multa al Pierantonio:  una mazzata sul club biancazzurro

Mazzata del giudice sportivo sul Pierantonio, in Eccellenza, dopo i disordini di domenica scorsa durante il match perso 3-0 al Marinelli contro lo Spoleto. Per la società dei Fumanti è stata decisa infatti una gara a porte chiuse e un’ammenda di 800 euro.

Il motivo? È spiegato nel comunicato 150 pubblicato ieri sul sito della Federcalcio umbra.

“In quanto durante tutto lo svolgimento dell’incontro - si legge - alcuni sostenitori locali insultavano l’arbitro, gli assistenti e alcuni giocatori avversari. La situazione degenerava, quando al seguito della segnatura di una rete ospite, dei sostenitori locali insultavano con gravi frasi razziste l’autore della rete. Essendo aperti i cancelli che dividevano il tifo locale da quello ospite, nasceva uno scontro fisico tra i sostenitori delle due squadre che coinvolgeva circa una dozzina di persone che arrivavano alle mani scambiandosi calci e pugni. Per sedare la rissa si rendeva necessario l’arrivo e l’intervento delle forze dell’ordine. A causa di questi disordini il gioco rimaneva fermo circa 7 minuti. Ripresa la gara, i sostenitori di entrambe le squadre continuavano ad insultarsi a vicenda e a insultare i giocatori in campo; in particolare un sostenitore del Pierantonio, attaccato alla recinzione, pronunciava ulteriori frasi a contenuto razzista. Inoltre, un tifoso del Pierantonio si distingueva nell’urlare insulti a gran voce rivolti verso l’arbitro”.

Multa di 300 euro anche allo Spoleto “in quanto - si legge ancora - i propri tifosi partecipavano ad una rissa con i tifosi dell’altra squadra, per sedare la quale si rendeva necessario l’arrivo e l’intervento delle forze dell’ordine, causando tali disordini la sospensione della gara per circa 7 minuti. Anche alla ripresa della gara, i tifosi della squadra continuavano ad insultarsi con quelli avversari e a offendere i giocatori in campo”.

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