VOLLEY
Ventuno. Un numero che non ha più bisogno di spiegazioni a Perugia, perché racconta da solo la stagione della Sir Susa Scai, diventata ormai una macchina seriale di vittorie. Anche la Sonepar Padova si arrende, come tutte le altre, e la striscia si allunga: 21 successi consecutivi distribuiti senza distinzione tra SuperLega, Coppa Italia, Mondiale per Club (vinto) e Champions League. Cambiano i palazzetti, non il verdetto.
Il dato è clamoroso anche guardando oltre la pallavolo. Nei tornei di serie A, in Italia, nessuno (quest'anno) ha mai spinto così in là il limite: nemmeno la Pro Recco, dominatrice assoluta della pallanuoto, per ora a quota 17. La Sir va oltre e lo fa con una naturalezza quasi disarmante, come se vincere fosse diventata un'abitudine più che un obiettivo. In tutta la stagione le sconfitte sono appena due (contro Rana Verona e a Trento con l'Itas all'andata), incidenti di percorso che oggi sembrano lontanissimi.
Il timone è saldo nelle mani di Angelo Lorenzetti, che guida un gruppo consapevole della propria forza ma ancora affamato. Il tecnico è ormai a un passo dal suo record personale a Perugia: 22 vittorie consecutive, stabilite appena lo scorso anno. Un traguardo vicino, ma non ancora sufficiente per riscrivere del tutto la storia del club. Davanti resiste infatti il primato assoluto di coach Anastasi: 33 successi di fila, prima di quel tonfo in Coppa Italia contro Piacenza che a Pian di Massiano ricordano bene. Perché il passato, soprattutto quando è glorioso, non smette mai di bussare. E come in un curioso gioco del destino, è ancora la Coppa Italia a presentarsi sul cammino bianconero. Il prossimo weekend, a Bologna, Final Four da brividi. In semifinale c'è Verona, seconda forza del campionato, ma soprattutto la squadra che un anno fa eliminò Perugia proprio in Coppa Italia, interrompendo sogni e ambizioni. Una ferita ancora aperta, un conto mai davvero chiuso.
La Sir ci arriva da favorita, con i numeri dalla sua e una superiorità tecnica che fin qui ha lasciato poco spazio alle repliche. Ma le partite secche non conoscono gerarchie e la storia recente insegna che basta un attimo per trasformare una cavalcata trionfale in una brusca frenata. Ventuno vittorie raccontano il dominio. Bologna dirà se questa Sir è solo fortissima o se è pronta, davvero, a diventare immortale.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy