MOTOCICLISMO
Tommaso Montanari in azione tra le dune arabe
Tommaso Montanari è pronto per la sua quarta Dakar. Il motociclista ternano, campione italiano di Motorally nella classe E 600, comincerà oggi un’altra magica avventura tra le dune arabe. In sella all’Husqvarna 450, Montanari è tornato “alle origini”, come detto proprio dal ternano subito dopo essere atterrato nel paese del Medio Oriente. Il perché è semplice. Dopo essere stato pilota ufficiale della Fantic per due anni, il ternano è tornato sotto i vessilli del Team Solarys, con il quale aveva corso la sua prima Dakar. Un’emozione vera, visto che come ha ricordato lo stesso Tommaso, “la squadra è di Castiglion Fiorentino, paese natale di Fabrizio Meoni (icona del motociclismo italiano, due volte vincitore della Dakar nel 2001 e 2002)”.
Dopo essere atterrato lunedì 29 gennaio in Arabia Saudita, Montanari ha poi effettuato dei test, uno shakedown dove “abbiamo provato la moto e ripreso confidenza con i terreni, la velocità e la navigazione”, ha spiegato. Nella giornata di giovedì primo gennaio si sono poi tenute delle verifiche amministrative e tecniche. A correre in nostro aiuto, per capire meglio il lavoro che precede la corsa, è stato proprio il buon Tommaso, diventato da poco papà (auguri da tutta la redazione del Corriere dell’Umbria): “Si fa un check generale per controllare tutto, dal casco alle protezioni, fino al kit di primo soccorso che siamo obbligati a portare con noi”.
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Dopo tutto questo, finalmente il via alla corsa più dura del mondo. Si parte nella giornata di sabato 3 gennaio da Yanbu, nord-ovest dell’Arabia Saudita e a spiegare il percorso è proprio il rallyman ternano. “La prima settimana di gara si terrà dal 3 gennaio fino al 9. Poi il 10 ci sarà il giorno di riposo a Riyad. Successivamente tutta una tirata con la seconda settimana, che si chiuderà il 17 quando rientreremo a Yanbu, completando il percorso ad anello”.
Una delle grandi novità di quest’anno per Montanari, oltre alla moto, è anche il letto sul quale dormirà in queste due settimane tra sabbia e roccia. “Per tre anni ho dormito sempre in camion, quindi sono stato sempre fortunato (ride, ndr). Quest’anno ho deciso di farlo in tenda, ho già fatto una prova in Marocco in questo modo e mi sento pronto”. Prima di chiudere, lecito domandargli della moto che cavalcherà e degli obiettivi che si è prefissato. “La moto è una delle migliori nel bivacco, il gruppo Ktm ogni anno fa un mezzo che è di altissimo livello – ha detto Montanari – E’ un mezzo che non dà problemi, è veloce e completo. Questa è una moto diversa rispetto a quella che avevo alla mia prima Dakar. E’ un 450, come da regolamento, monocilindrica”.
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“L’obiettivo di quest’anno? Difficile dirlo – ha concluso il ternano, che correrà con Husqvarna Italia – Questa è una corsa che non permette delle previsioni, tutti sono potenziali vincitori perché le variabili sono infinite. Sicuramente le ufficiali avranno un passo in più. Quello che posso dire sulla mia Dakar è questo: ho intenzione di chiudere in maniera tranquilla la prima settimana, visto che è il periodo più duro anche per il meteo (ci saranno incredibili picchi di freddo man mano che si va verso il centro del paese arabo). Se devo attaccare lo farò quindi la seconda settimana”.
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