Attualità
“Vogliamo garantire sicurezza e legalità nei luoghi della ricostruzione”. Così il commissario straordinario di governo al sisma 2016, Guido Castelli, nel corso della presentazione del “Badge di cantiere” alla presenza del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone. “Negli ultimi tre anni - ha spiegato Castelli - abbiamo verificato un aumento vertiginoso delle liquidazioni che noi facciamo giornalmente alle imprese: siamo passati da liquidazioni annuali di 800 milioni a 2 miliardi di euro e questo ci ha fatto alzare le antenne. Di fronte a questo si è imposta anche l’esigenza di governare e presidiare la legalità e i diritti del lavoratore. Perché - ha proseguito - maggiore è l’impegno delle imprese, più alta è l’esigenza di tenere indenni i nostri territori dal rischio infiltrazioni. Attraverso il lavoro nero si pregiudica la qualità della sicurezza, si ricicla il denaro sporco”.
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Nei prossimi giorni il badge digitale diventerà obbligatorio. E sarà esteso a livello nazionale dopo questa prima sperimentazione nelle quattro regioni del Centro Italia interessate dal terremoto del 2016, anche grazie alla vigilanza operata dalla Struttura per la prevenzione antimafia del Viminale, guidata dal prefetto Paolo Canaparo. Si tratta di un punto di arrivo di un percorso condiviso che ha visto la collaborazione istituzionale tra governo, struttura commissariale, Regioni, Casse edili e il sistema bilaterale delle parti sociali, organizzazioni datoriali e sindacali, dimostrando come il dialogo e la responsabilità comune possano tradursi in strumenti concreti ed efficaci.
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Per il ministro dell’Interno Piantedosi, si tratta di “una scelta chiara - ha detto - che pone i temi della sicurazza sul lavoro, della tutela dei diritti dei lavoratori e del contrasto ad ogni forma di illegalità al centro della rinascita di questi territori così dolorosamente colpiti; una misura che tutela anche la qualità e i tempi di realizzazione delle opere, insieme agli ingenti investimenti pubblici”.
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Per il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone “il rispetto della legalità è la prima tutela del lavoro. Il badge di cantiere - ha sottolineato - è una misura operativa dentro questa visione. La sua introduzione segna la direzione chiara che intendiamo perseguire, coinvolgendo direttamente le parti sociali che più da vicino conoscono le realtà nelle quali lo strumento andrà ad operare. L’obiettivo è costruire un sistema replicabile, che utilizzi la tecnologia per migliorare efficacia e qualità”. All’evento erano presenti anche il questore della Camera Paolo Trancassini e il presidente dell’Anac (Autorità nazionale anticorruzione), Giuseppe Busia.
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I NUMERI DELLA RICOSTRUZIONE
Nel corso della presentazione sono stati anche riferiti i numeri della ricostruzione dei territori dell’Appennino centrale, il cui cratere ha una superficie di circa 8 mila chilometri quadrati. Ricostruzione che prevede complessivamente lavori per 28 miliardi di euro e, in questo momento, grazie al cambio di passo impresso, sono in corso quasi 10.000 cantieri di ricostruzione privata (oltre 14.500 quelli già conclusi). Sono stati concessi oltre 12,6 miliardi di euro, liquidati oltre 7,9 miliardi (di cui il 66% negli ultimi tre anni). Grazie alle ultime ordinanze che hanno fatto chiarezza sul post-superbonus, dando stabilità e strumenti utili per procedere con rigore e speditezza, ora ci si aspetta un’ulteriore accelerazione della ricostruzione, anche relativamente alle località più colpite. La ricostruzione pubblica conta ulteriori 3.730 interventi finanziati e sbloccati per oltre l'80% nel 2023. Il 61% di questi (oltre 2.300 cantieri) sono giunti alla fase di progettazione per cui, già nel 2026, potrebbero avviare i lavori venendo così coinvolti nell’applicazione.
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